Coniugi trovati mummificati a Verona: l'autopsia svela un infarto, ma il mistero sulla moglie resta
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Redazione Interno
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Marco Steffenoni, 75 anni, e Maria Teresa Nizzolo, 76, sono stati trovati mummificati nella loro villa a Monte Ricco, una frazione collinare tra Verona e Negrar di Valpolicella. I corpi, rinvenuti il 15 marzo scorso, mostravano segni di un decesso risalente ad almeno quattro mesi prima, ma solo ora l’autopsia, eseguita dal dottor Nicola Pigaiani dell’Istituto di medicina legale di Borgo Roma, ha iniziato a fare luce su quanto accaduto. Mentre per Marco Steffenoni è stata accertata la causa della morte – un infarto –, per Maria Teresa Nizzolo il mistero rimane fitto. Non ci sono segni di violenza sui corpi, né ferite o lesioni che possano far pensare a un intervento esterno, ma le circostanze che hanno portato alla morte della donna restano ancora da chiarire.
I due coniugi, che vivevano da anni in solitudine nella loro abitazione su Strada dei Monti, sono stati ritrovati in condizioni che hanno lasciato perplessi anche gli investigatori. Lei, seduta in poltrona davanti al caminetto del salotto, quasi come se stesse ancora godendo del calore del focolare; lui, riverso a terra nella camera da letto al piano superiore. La scena, surreale e inquietante, ha immediatamente sollevato interrogativi sulle dinamiche della loro scomparsa. L’assenza di segni di violenza ha portato gli inquirenti a escludere, almeno in via preliminare, l’ipotesi di un omicidio, ma non ha dissipato i dubbi su come i due siano morti e su chi dei due sia deceduto per primo.
Secondo quanto emerso dalle prime indagini, Marco Steffenoni sarebbe morto a causa di un infarto, un evento che potrebbe aver innescato una reazione a catena. Maria Teresa Nizzolo, forse già in condizioni di salute precarie o addirittura invalida, potrebbe essere rimasta senza cure, incapace di chiedere aiuto. Tuttavia, questa ricostruzione, per quanto plausibile, non è ancora supportata da prove definitive. L’autopsia non ha permesso di stabilire con precisione la data dei decessi, né di chiarire se i due siano morti a distanza di tempo l’uno dall’altro o in modo quasi simultaneo.




