Il dibattito sulla riforma del premierato in Italia si intensifica
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La riforma del premierato in Italia ha suscitato un acceso dibattito. Roberta Calvano, costituzionalista e professoressa all'Università Unitelma della Sapienza, ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze di tale riforma durante un vivace confronto con il giornalista di Libero, Francesco Specchia, a Omnibus su La7.
La posizione di Calvano e altri costituzionalisti
Calvano è una delle firmatarie di un appello sostenuto da 180 colleghi costituzionalisti, che si oppongono alla riforma proposta dal governo Meloni. Tra i firmatari ci sono anche docenti universitari calabresi. Secondo loro, la riforma potrebbe portare a una democrazia dimezzata, riducendo il Parlamento a un organo di ratifica delle decisioni del Governo.
Le preoccupazioni sulla separazione dei poteri
I costituzionalisti temono che una minoranza, grazie a un premio, potrebbe assumere il controllo di tutte le istituzioni, eliminando i contrappesi e i controlli. Il Parlamento rischierebbe di non rappresentare più il Paese e di diventare un semplice servizio del governo, distruggendo così la separazione dei poteri.
Il Ddl "Casellati" e il processo di approvazione
Il Ddl "Casellati", il progetto di riforma costituzionale che mira a introdurre in Italia l'elezione diretta del presidente del consiglio, ha ottenuto il suo primo sì in Parlamento. Il Senato ha approvato la riforma con 109 voti a favore e 77 contrari. Ora il disegno di legge dovrà essere votato alla Camera e poi passerà nuovamente al vaglio delle due camere per l'approvazione definitiva, come previsto dall'art 138 della Costituzione in caso di leggi di revisione della Costituzione.




