Riforma del premierato: un dibattito acceso
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Redazione Interno
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Il centrodestra sta cercando di modificare il progetto di premierato, in particolare nei punti più controversi. Tuttavia, questo processo sta inevitabilmente influenzando le prerogative del capo dello Stato, che si era impegnato a mantenere inalterate. Nella nuova versione, il potere di scioglimento del Parlamento e quello di proporre la revoca dei ministri passano spesso nelle mani del premier.
Subemendamenti e opposizioni
Le opposizioni hanno presentato oltre 800 subemendamenti al progetto di riforma del Governo Meloni sul premierato. Il Partito Democratico ne ha proposto più di 700, Avs 100, Italia Viva 2 e il Movimento 5 Stelle 4. Invece, Azione non ha presentato alcun subemendamento. Italia Viva ha presentato un subemendamento per contestare la norma anti-ribaltone, sottolineando la necessità di dare un quadro armonico alla proposta di riforma del premierato.
Possibili modifiche in vista
Nonostante il Governo non voglia modificare i punti centrali della riforma, il testo del premierato potrebbe subire ulteriori cambiamenti. Questo riguarda in particolare i poteri del premier eletto in caso di sfiducia. La ministra per le riforme, Maria Elisabetta Casellati, ha annunciato in Senato che potrebbero esserci modifiche. Le opposizioni, in particolare il Pd e Alleanza Verdi Sinistra, hanno ribadito l'intenzione di praticare l'ostruzionismo finché rimane sul campo l'elezione diretta del premier. Anche Italia Viva, favorevole a questo meccanismo, si tira indietro sui testi del governo.




