Rischio fuga per Abedini, la Procura Generale di Milano boccia la richiesta di domiciliari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura Generale di Milano ha respinto la richiesta di domiciliari avanzata da Mohammad Abedini Najafabadi, l'iraniano arrestato a Malpensa il 16 dicembre su richiesta degli Stati Uniti. La pg Francesca Nanni, dopo aver ricevuto l'istanza della difesa alla Corte d'Appello, ha espresso un parere non vincolante, sottolineando che le circostanze espresse nella richiesta del detenuto, insieme alla messa a disposizione di un appartamento e al sostegno economico del Consolato dell'Iran, non costituiscono un'idonea garanzia per contrastare il pericolo di fuga.

Il destino di Abedini sembra sempre più intrecciato con quello della giornalista Cecilia Sala, detenuta dal 16 dicembre nel carcere di Evin, a Teheran. La famiglia di Sala esprime preoccupazione per il suo stato fisico e mentale, auspicando un intervento deciso per il suo rimpatrio. La madre della reporter, Elisabetta Vernoni, teme che le condizioni carcerarie possano segnare per la vita la figlia.

Il Governo italiano, attraverso il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ribadisce la necessità di un trattamento umano e di una rapida liberazione della giornalista, considerando il suo caso una questione di interesse nazionale. Tuttavia, la liberazione di Sala appare strettamente legata al trattamento che l'Italia riserverà a Mohammad Abedini Najafabadi.

Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno inviato un messaggio ai magistrati italiani, sottolineando l'importanza di mantenere Abedini in carcere, ricordando che in passato altri sei detenuti, tra cui il russo Artem Uss, sono riusciti a fuggire dai domiciliari.

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