Caso Sala, Iran ribadisce nessuna ritorsione
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Redazione Interno
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Ancora una volta, l'Iran ha ribadito che l'arresto della giornalista Cecilia Sala a Teheran, avvenuto lo scorso 19 dicembre, non è una ritorsione per l'arresto in Italia dell'ingegnere iraniano Mohammad Abedini Najafabadi. La portavoce del governo di Teheran, Fatemeh Mohajerani, durante un punto stampa, ha auspicato che il caso venga risolto rapidamente, come riportato dall'agenzia Isna. "Ci auguriamo che il suo caso venga risolto rapidamente", ha dichiarato Mohajerani.
La vicenda di Cecilia Sala e dell'iraniano Mohammad Abedini conferma, sebbene non ce ne fosse bisogno, come l'Italia sia una nazione a sovranità molto limitata. In ambito economico, ogni governo italiano, o almeno quelli che puntano a durare nel tempo, deve sottostare alle politiche di austerity imposte da Bruxelles. In politica estera, come dimostrato dalla situazione in Ucraina, l'Italia, insieme alla quasi totalità dei partner europei, è completamente asservita agli Stati Uniti.
Nel frattempo, l'Associazione Stampa Romana e l'Ordine dei giornalisti del Lazio hanno organizzato un sit-in in Piazza degli Apostoli a Roma per esprimere solidarietà a Cecilia Sala e chiedere la sua immediata liberazione. Durante il sit-in, i partecipanti hanno distribuito fogli bianchi con la scritta "Free Cecilia Sala", in un presidio silenzioso, senza megafoni e striscioni. Il presidente dell'Odg del Lazio, Guido D'Ubaldo, ha spiegato che l'iniziativa si ispira alle parole del presidente Mattarella nel discorso di fine anno, in cui ha reclamato la liberazione di Cecilia Sala e ha difeso la libertà di informazione.
La situazione rimane tesa, con l'auspicio che il caso possa essere risolto rapidamente e che Cecilia Sala possa tornare presto in Italia.




