Grande Fratello Vip, l’uscita di Valeria Marini e il verdetto del televoto: Paola Caruso eliminata, sei in lizza per un posto in finale
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
La tredicesima puntata del «Grande Fratello Vip», andata in onda ieri, martedì 28 aprile, ha chiuso i battenti su un salotto televisivo profondamente mutato rispetto alle settimane precedenti, complice il rapido passaggio – e altrettanto rapido addio – della showgirl Valeria Marini, la cui ospitata lampo ha lasciato più interrogativi che certezze sul futuro di un reality ormai visibilmente in apnea. Se da un lato la macchina del gossip continua a macinare emozioni e scintille verbali – lo scontro frontale tra l’ex soubrette e Antonella Elia è stato un momento clou della diretta –, dall’altro la produzione deve fare i conti con una stanchezza di fondo che sembra aver contagiato persino gli autori, dopo che Mediaset ha deciso ufficialmente di prolungare l’avventura oltre le previsioni iniziali. A fare le spese del televoto di questa settimana è stata Paola Caruso, eliminata definitivamente dopo un testa a testa con Lucia Ilardo, mentre la Marini – giunta nella casa con la fanfara tipica delle grandi occasioni – ha già fatto le valigie, lasciando la porta girevole dopo aver seminato più di qualche malumore.
L’addio di Paola Caruso, sebbene ampiamente pronosticato dagli osservatori della casa di Cinecittà, arriva al termine di una settimana segnata da altissime tensioni, in cui l’ex bonas di «Avanti un altro!» si è trovata spesso al centro di aspre polemiche con la stessa Elia e con altre concorrenti. Il verdetto, comunicato da Ilary Blasi sul palco della Nuvola, ha trovato la diretta interessata pronta a incassare il colpo: «Me lo aspettavo, ma sono contenta, non ho rimorsi» ha dichiarato la Caruso nell’attimo del commiato, stringendo a sé il figlio Michelino entrato in casa proprio poche ore prima per una commovente sorpresa. La sua eliminazione ha innescato però un meccanismo di nomination che si preannuncia decisivo, e lo fa mentre l’opinione pubblica si interroga ancora sul senso di un prolungamento che – a giudicare dalla piega degli eventi – rischia di trasformare il programma in una macchina che gira a vuoto. Perché la domanda che aleggia tra i fan più accaniti non riguarda tanto chi vincerà, quanto piuttosto cosa resterà di questa edizione dopo il ciclone Valeria.
Il «caso Marini» tra malori improvvisi e liti da Instagram
L’arrivo di Valeria Marini, avvenuto nei giorni scorsi con la clonazione della famosa «busta gialla» che ha decretato la prosecuzione del gioco, si è trasformato in un boomerang mediatico più veloce di quanto ci si potesse aspettare. Come riportato da più fonti di stampa, la showgirl ha accusato un forte malore già poche ore dopo aver varcato la soglia della porta rossa: un episodio di vomito che lei stessa ha attribuito a una mela «con qualcosa sopra» mangiata subito prima dell’ingresso, ma che alcuni concorrenti – Adriana Volpe in testa – hanno subito interpretato come il possibile sintomo di un virus intestinale. Questo dubbio ha scatenato una psicosi collettiva all’interno della casa: Alessandra Mussolini e la stessa Paola Caruso hanno scelto di non dormire nella stanza condivisa con la Marini, mentre Antonella Elia, sua eterna rivale, non ha perso tempo a gettare benzina sul fuoco, chiedendole – senza ricevere risposta – se pensasse di essere stata avvelenata.
Le conseguenze non si sono fatte attendere. Nella puntata di martedì, la conduttrice Ilary Blasi – che quella stessa sera festeggiava anche il suo quarantacinquesimo compleanno – ha trasformato il mistero del malore in un piccolo giallo da «Mystery Room», ironizzando sulle ipotesi più fantasiose: dalla mela avvelenata all’acqua benedetta, fino all’indigestione vera e propria. La Marini, dal canto suo, ha annunciato il definitivo addio al termine della diretta, congedandosi con un semplice «Grazie, mi sono divertita tanto» prima di abbandonare la scena. Un’uscita in sordina, la sua, che stride con il fragore annunciato dell’ingresso, e che riapre una riflessione amara sulla necessità di questi «ospitaggi lampo» in un format che, ormai giunto al capolinea ideale, sembra reggersi solo su iniezioni di adrenalina momentanee.
La corsa alla finale: sei concorrenti per un solo posto
Con l’uscita di scena della Caruso e della Marini – sebbene quest’ultima fosse solo una temporanea – i giochi per l’assegnazione del secondo posto in finale si sono fatti improvvisamente più intensi e, per certi versi, caotici. Al televoto della prossima settimana, che si terrà durante la puntata di martedì 5 maggio, accederanno ben sei concorrenti, una platea vastissima che di fatto ridisegna gli equilibri interni. I nominati sono: Adriana Volpe, Alessandra Mussolini, Francesca Manzini, Lucia Ilardo, Marco Berry e Raul Dumitras. Si tratta di un parterre variegato, dove si alternano le cosiddette «donne di polso» come la Mussolini e la Volpe a outsider silenziosi come il romeno Dumitras, passando per figure controverse come Francesca Manzini, la cui presunta propensione a raccontare «bugie» sul proprio conto è stata oggetto di pettegolezzi nelle scorse settimane.
La posta in palio è altissima, perché quello che uscirà vincitore da questo televoto non sarà un semplice salvataggio, bensì l’acquisizione dello status di secondo finalista, affiancando così Antonella Elia – che aveva già strappato il pass per la finalissima nell’appuntamento del 17 aprile. Per tutti gli altri, la strada si fa in salita. Raul Dumitras e Lucia Ilardo, ad esempio, rappresentano le wild card di questa edizione: poco avvezze alle dinamiche classiche del reality – lui più riflessivo, lei spesso in balia degli eventi –, dovranno vedersela con avversarie molto più avvezze al mezzo televisivo come la stessa Adriana Volpe, le cui doti da stratega di lungo corso sono ormai note. E se la Mussolini può contare su un bacino di consensi trasversale che la segue da decenni, il timore tra gli addetti ai lavori è che la proliferazione di nominati finisca per frammentare il voto, rendendo il risultato finale più un colpo di fortuna che una reale sanzione del merito.
Un prolungamento che sa di resa e una macchina che arranca
A pesare come un macigno sull’intera narrazione è la consapevolezza, ormai pubblica, che questa edizione del «Grande Fratello Vip» avrebbe dovuto già concludersi. I piani originali di Mediaset prevedevano la chiusura del reality proprio nella serata di ieri, salvo poi fare marcia indietro a furor di popolo (o meglio, di ascolti) comunicando un prolungamento che sposterà la finalissima al 19 maggio. Se inizialmente la notizia era stata accolta con entusiasmo dai fan più accaniti, la puntata di martedì ha restituito l’immagine di una casa sfiancata, dove i litigi – come quello tra l’Elia e la Caruso, o gli strilli continui della Mussolini – hanno smarrito quella carica ironica che caratterizzava le prime battute del programma.
Lo scontro a distanza tra la Elia e la Marini, in particolare, ha messo in luce il limite più evidente di questa dilazione: senza un obiettivo chiaro, i conflitti si ripetono identici a se stessi, e l’arroventato faccia a faccia di ieri («Non sei una soubrette, non sai cantare» ha tuonato l’Elia; «Io ho ballato con Raffaella Carrà, controlla su YouTube» ribatteva la Marini) sembrava più un copione letto e riletto che un dissidio autentico. La produzione, per sopperire a questa mancanza di tensione narrativa, ha provato a inserire elementi esterni – come la prova musicale condotta da Alvin o l’effettista promessa della coreografia femminile –, ma senza riuscire a mascherare il vuoto lasciato dall’assenza di una vera posta in gioco. Ora, con sei concorrenti in nomination, il rischio è che la fase calda della competizione si trasformi in un calderone indistinto, dove sarà più difficile per il pubblico appassionarsi a un singolo volto, mentre la casa aspetta – forse con troppa rassegnazione – il verdetto finale del 19 maggio.




