Nothing Headphone (a): il secondo capitolo firmato Nothing punta tutto su autonomia e accessibilità

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è un filo sottile che lega l’evoluzione di un prodotto alla maturità di chi lo progetta, e nel caso di Nothing questo passaggio appare oggi più chiaro che mai. A distanza di meno di un anno dal lancio delle Headphone (1), il brand guidato da Carl Pei ha presentato le nuove Headphone (a), un modello che ribalta gran parte delle logiche di mercato proponendo un prezzo quasi dimezzato rispetto al predecessore – 159 euro contro i 299 del modello originale – senza per questo tradire l’identità estetica e funzionale che aveva fatto innamorare gli appassionati del marchio.

Le nuove cuffie over-ear, disponibili in quattro varianti cromatiche che includono il bianco, il nero, un rosa piuttosto vivace e una gialla limitata, riprendono sì il linguaggio stilistico della prima generazione, ma lo fanno con alcune significative torsioni progettuali. Le calotte, ad esempio, abbandonano l’alluminio per lasciare spazio a una plastica comunque ben rifinita, e il design complessivo perde quel riferimento estetico alla cassetta audio che caratterizzava il modello (1) per acquisire linee leggermente più morbide, forse meno divisive, certamente più vicine a un pubblico generalista. Il peso, va detto, scende a 310 grammi – 19 in meno rispetto al passato – e la certificazione IP52 garantisce una discreta resistenza a polvere e sudore, dettaglio non secondario per chi le usa anche durante gli spostamenti cittadini o in palestra.

L’autonomia da record e il comparto audio che convince

Il vero cavallo di battaglia di queste Headphone (a) risiede però altrove, e più precisamente in quel numero che Nothing ha voluto mettere in vetrina fin dai primi teaser: parliamo dell’autonomia. Le cuffie promettono fino a 75 ore di riproduzione con la cancellazione attiva del rumore inserita, e addirittura 135 ore qualora si decida di disattivarla. Sono numeri che, se confermati nell’uso reale, proietterebbero il prodotto ai vertici assoluti della categoria, lasciando sul posto gran parte della concorrenza diretta. La ricarica rapida, poi, offre cinque ore di ascolto con soli cinque minuti di attacco alla corrente, un compromesso che in molte situazioni di emergenza può fare la differenza.

Sul fronte della resa sonora, Nothing ha operato scelte interessanti. I driver da 40 millimetri con membrana rivestita in titanio sono stati messi a punto direttamente dai team interni del brand, senza il coinvolgimento di KEF – che aveva curato la signature acustica del modello precedente – eppure l’impressione, almeno stando alle prime recensioni, è che il risultato finale non abbia perso in personalità. Anzi, qualcuno sostiene che il palcoscenico sonoro sia addirittura più ampio e coinvolgente, con una gestione dei bassi che, sebbene tendenzialmente enfatizzata nella configurazione predefinita, può essere facilmente domata grazie all’equalizzatore parametrico a otto bande integrato nell’app Nothing X. L’app, tra l’altro, si conferma uno degli elementi più riusciti dell’intera esperienza: permette di regolare praticamente ogni parametro, dalla curva di risposta ai livelli di cancellazione del rumore, passando per il multipoint – che andrebbe attivato manualmente, ma che una volta impostato funziona in modo irreprensibile.

La cancellazione del rumore e i controlli fisici ripensati

La riduzione attiva del rumore, pur non raggiungendo i livelli assoluti dei top di gamma Sony o Bose, si comporta più che dignitosamente in contesti urbani e sui mezzi pubblici. Tre microfoni posizionati strategicamente lavorano in tandem con un algoritmo di intelligenza artificiale addestrato su milioni di scenari acustici, cercando di isolare la voce dell’utente anche in ambienti particolarmente caotici durante le chiamate. La modalità trasparenza, poi, viene segnalata da un feedback sonoro decisamente originale – un respiro che si espande – mentre l’attivazione dell’ANC è accompagnata da un suono che richiama qualcosa che viene aspirato e poi chiuso con un colpo secco: piccole scelte di design che rivelano quanto Nothing curi anche i dettagli meno visibili.

I comandi fisici, altro punto di forza del modello precedente, sono stati mantenuti e in parte migliorati. Sull’orecchietta destra trovano posto una rotella per la regolazione del volume – probabilmente il sistema più intuitivo mai visto su cuffie di questa fascia – un paddle basculante per saltare tra i brani e un pulsante multifunzione personalizzabile che, tra le altre cose, può fungere da telecomando per lo scatto fotografico, funzione nuova e potenzialmente utile per chi usa molto lo smartphone. Qualche compromesso, va detto, emerge sul fronte dei materiali: il rivestimento in gomma del padiglione e l’assenza di un fodero rigido in dotazione – sostituito da una semplice sacca in tessuto – potrebbero far storcere il naso ai più esigenti, ma rientrano perfettamente nella logica di contenimento dei costi che ha guidato lo sviluppo del prodotto.

Disponibilità e posizionamento sul mercato

Le Nothing Headphone (a) sono già in preordine sul sito ufficiale e presso alcuni retailer selezionati, con le vendite aperte ufficialmente a partire dal 13 marzo per le versioni bianca, nera e rosa. Chi desiderasse invece la variante gialla dovrà attendere il 6 aprile, data in cui uscirà l’edizione limitata. Il prezzo, come detto, si attesta sui 159 euro, una cifra che le colloca in una zona piuttosto interessante del mercato, a metà strada tra i modelli economici e quelli premium. E se è vero che qualche rivale offre una leggerezza superiore o una resa timbrica più neutra – si pensi alle Sennheiser Accentum Plus – è altrettanto vero che poche cuffie in questa fascia sanno combinare un’autonomia così spinta, un’esperienza software così completa e un carattere estetico tanto riconoscibile. Insomma, Nothing sembra aver centrato l’obiettivo: offrire un prodotto accessibile senza svuotarlo di personalità.

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