Pedavena, pilota di parapendio bloccata sull’albero
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Redazione Interno
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Il sole di mezzogiorno, quello di domenica 12 aprile, non ha impedito a una giovane di 26 anni, originaria di Feltre, di vivere minuti di apprensione sospesa nel vuoto. La pilota, che stava planando sul Monte Avena, è finita addosso a un albero in località Le Buse, restando incastrata con la vela tra i rami a un’altezza di circa trenta metri dal suolo. Poco prima delle 13, quando la quiete domenicale è stata rotta dall’allarme, la centrale operativa del Suem 118 ha diramato la chiamata d’emergenza, attivando immediatamente la stazione di Feltre del Soccorso alpino. La situazione, seppur tecnicamente complessa, si è presentata ai soccorritori con un elemento decisivo a favore: la ragazza, cosciente e reattiva, è riuscita a fornire le coordinate esatte del punto in cui si trovava, una comunicazione che ha ridotto drasticamente i tempi di localizzazione in un ambiente, quello del bosco, dove la visibilità è spesso ingannevole.
Le manovre di treeclimbing per il recupero in quota
L’intervento, come spesso accade in questi contesti, ha richiesto l’impiego di tecniche specialistiche che vanno oltre il comune soccorso in montagna. I volontari del Soccorso alpino, dopo aver raggiunto con i mezzi fuoristrada la zona impervia di Pedavena, hanno proseguito a piedi per una decina di minuti addentrandosi nella vegetazione. Una volta individuata la pianta che tratteneva la giovane tra i suoi rami, è entrato in scena un tecnico specializzato nelle progressioni su corda, il cosiddetto treeclimbing: una metodologia che, come suggerisce il nome, fonde le tecniche dell’alpinismo con quelle dell’arboricoltura. Il soccorritore ha risalito il tronco con movimenti lenti e calibrati, assicurandosi di non sovraccaricare i punti di ancoraggio della pianta, fino a raggiungere la 26enne.
Una volta a contatto con la pilota, l’operatore ha provveduto ad assicurarla con un’imbracatura di sicurezza, liberandola gradualmente dai vincoli del parapendio che la tenevano imprigionata. La fase più delicata, quella dello sgancio dalla vela, è stata eseguita con la massima cautela per evitare un secondo volo, stavolta non controllato, verso il suolo. Dopo averla messa in sicurezza, la squadra ha predisposto il sistema di calata, riportando la donna a terra dove il resto della squadra attendeva per le prime valutazioni sanitarie.
Le condizioni della 26enne e l’arrivo in ospedale
L’impatto con la struttura arborea, nonostante l’altezza considerevole, non ha causato alla feltrina traumi di natura grave o lesioni evidenti agli arti inferiori, un aspetto che i sanitari hanno subito verificato una volta che la giovane ha toccato il suolo. Tuttavia, la pilota lamentava un dolore persistente alla spalla, probabilmente dovuto allo strattone subito al momento dell’impatto o alla tensione prolungata dell’imbracatura durante l’attesa dei soccorsi. In via del tutto precauzionale, considerata la dinamica dell’incidente e l’altezza della caduta, i tecnici hanno optato per il trasferimento in ospedale, affidandola alle cure dei professionisti del pronto soccorso per gli accertamenti radiologici del caso, atti a escludere fratture o lesioni capsulo-legamentose.
Una doppia emergenza tra Val di Zoldo e Monte Avena
La domenica di lavoro per le squadre di soccorso bellunesi non si è esaurita con il recupero della giovane parapendista. La stessa giornata ha visto gli operatori impegnati su due fronti distinti, a dimostrazione della complessità della gestione della sicurezza in montagna in una stagione, quella primaverile, che invita a escursioni e attività all’aria aperta. Parallelamente all’intervento sul Monte Avena, un’altra emergenza si è consumata in Val di Zoldo, dove una donna di 79 anni è stata soccorsa in elicottero nella zona di Casera Col Marsang. Se la giovane pilota è stata salvata grazie alla precisione delle tecniche di treeclimbing, l’escursionista 79enne ha usufruito del trasporto aereo per essere portata via dall’ambiente impervio. Entrambe le donne, nonostante la differenza di età e la diversa natura degli incidenti, sono state trasportate in ospedale per i controlli del caso. Per la 26enne di Feltre, oltre alla sua messa in sicurezza, i soccorritori hanno anche provveduto a recuperare la vela del parapendio, restituendo alla giovane l’attrezzatura e chiudendo un intervento che poteva trasformarsi in tragedia, ma che si è risolto grazie alla tempestività della macchina dei soccorsi.




