Floriani Mussolini: "Il cognome è un peso per gli altri, non per me"
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Redazione Sport
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Romano Floriani Mussolini, ventiduenne esterno destro appena approdato alla Cremonese in prestito dalla Lazio, ha affrontato senza reticenze il tema del suo cognome durante la presentazione ufficiale. «Sono qui per giocare a calcio», ha dichiarato, con un tono pacato ma fermo, davanti alla stampa riunita al Centro Sportivo “Giovanni Arvedi”. «Quel nome ha dato più fastidio agli altri che a me. Io mi concentro solo su quello che faccio in campo».
Pronipote di Benito Mussolini e figlio di Alessandra Mussolini, il giovane calciatore ha dovuto abituarsi presto alle reazioni che il suo cognome suscita. Già ai tempi della Lazio, dove era entrato nel giro della prima squadra, aveva imparato a gestire le inevitabili polemiche con un atteggiamento distaccato. «Non ne faccio una questione personale», ha aggiunto, evitando di approfondire ulteriormente un argomento che, evidentemente, considera marginale rispetto alla sua carriera.
La scelta della Cremonese, per lui, rappresenta un’occasione da non sprecare. Reduce dall’esperienza con la Juve Stabia, Mussolini ha sottolineato di aver accettato la proposta grigiorossa con entusiasmo: «È la mia grande chance», ha ammesso, senza nascondere l’ambizione di lasciare il segno in una squadra che punta a tornare protagonista.
Quanto al ruolo, ha chiarito di sentirsi a proprio agio come esterno, pronto a mettersi al servizio della squadra. Le domande sul passato familiare, però, sono rimaste inevitabili. E se qualcuno si aspettava un’autocritica o una presa di distanze, ha trovato solo la determinazione di un ragazzo che vuole essere giudicato per quello che fa con il pallone tra i piedi. «Conta solo il campo», ha ripetuto, chiudendo così un capitolo che, per lui, non merita ulteriori approfondimenti.




