Sestri Levante, undicenne risucchiata dal bocchettone della piscina: condizioni critiche e indagini sulla cuffia

Sestri Levante, undicenne risucchiata dal bocchettone della piscina: condizioni critiche e indagini sulla cuffia
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una vacanza estiva trasformata in tragedia, quella che ha visto protagonista una bambina di 11 anni, di origine milanese, rimasta vittima di un terribile incidente nel pomeriggio di mercoledì 15 luglio, presso lo stabilimento balneare Bagni Segesta, situato sul lungomare Giovanni Descalzo a Sestri Levante.

La giovanissima, in acqua insieme alla madre in una vasca di ridotte dimensioni, solitamente dedicata ai più piccoli e nella quale, stando alle prime testimonianze, si tocca agevolmente il fondo, si è trovata improvvisamente intrappolata dopo che la sua capigliatura è stata risucchiata con violenza dal sistema di aspirazione dell'impianto idrico. La forza del meccanismo l'ha trattenuta saldamente sott'acqua, impedendole di riemergere e scatenando il panico tra i presenti.

È stato il proprietario stesso dello stabilimento a tuffarsi per primo nella piscina, dopo che alcuni clienti avevano lanciato l'allarme, riuscendo a liberare la bambina solo tagliandole i capelli, che erano rimasti irrimediabilmente impigliati nel bocchettone di aspirazione.

I primi soccorsi sono stati immediati e si sono protratti a lungo, con i bagnini e successivamente il personale del 118 che hanno praticato manovre di rianimazione cardiopolmonare per oltre mezz'ora, riuscendo a riportarle un flebile respiro autonomo prima del trasferimento in codice rosso, avvenuto con l'elicottero dei vigili del fuoco, all'ospedale pediatrico Giannina Gaslini di Genova.

Le condizioni della bambina al Gaslini e il bollettino medico

Il quadro clinico della piccola, accolta nel reparto di rianimazione del nosocomio genovese, si presenta da subito di estrema gravità. Secondo il primo bollettino medico ufficiale diffuso dalla direzione sanitaria del Gaslini, le condizioni della bambina "permangono critiche, con grande instabilità", e la prognosi resta purtroppo riservata.

Le fonti ospedaliere confermano che la giovanissima non ha mai ripreso conoscenza dal momento in cui è stata estratta dall'acqua, e i sanitari stanno monitorando costantemente i parametri vitali, in un quadro di incertezza che tiene con il fiato sospeso i familiari, in particolare la madre che non si è mai allontanata dal suo capezzale.

Le indagini di carabinieri e Capitaneria di porto

Mentre la bambina lotta tra la vita e la morte, i carabinieri e i militari della Capitaneria di porto hanno avviato immediatamente un'indagine serrata per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto e accertare eventuali responsabilità. L'intera piscina dello stabilimento è stata posta sotto sequestro e gli inquirenti hanno già acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza interni, oltre ad aver ascoltato il bagnino e alcuni dei testimoni che hanno assistito alla scena.

Un punto focale dell'inchiesta, come riportato da diverse fonti, riguarda l'eventuale obbligo di indossare la cuffia all'interno della vasca, un elemento che al momento dell'incidente la giovane non aveva.

Le autorità stanno cercando di accertare se la normativa dello stabilimento o eventuali regolamenti interni prevedessero l'obbligo di cuffia e, soprattutto, se la loro mancanza abbia in qualche modo influito sulla dinamica, contribuendo all'incastro dei capelli nel sistema di aspirazione.

Parallelamente, l'attenzione degli investigatori si concentra sulle caratteristiche tecniche dell'impianto di aspirazione e sulle dimensioni stesse della vasca, per verificare la conformità alle normative di sicurezza e l'assenza di eventuali vizi o malfunzionamenti che possano aver causato o aggravato l'incidente.

La sicurezza nelle piscine italiane e il dibattito sul ddl

L'incidente di Sestri Levante riaccende con drammaticità i riflettori su un tema annoso e purtroppo ricorrente, quello della sicurezza degli impianti natatori e dei sistemi di aspirazione, che hanno già causato in passato episodi simili con esiti altrettanto tragici.

Un recente disegno di legge, approvato in Consiglio dei ministri lo scorso luglio e ora all'esame del Parlamento, mirava proprio a inasprire le norme e ad accelerare l'iter per garantire maggiore sicurezza nelle piscine pubbliche e private, ma il suo cammino è stato finora ostacolato da polemiche e richieste di modifica da parte di diverse associazioni di categoria, che ne hanno sottolineato l'inapplicabilità o i costi eccessivi.

Il tragico evento, che ha visto una famiglia milanese colpita nel cuore delle sue vacanze, riporta così al centro del dibattito pubblico l'urgenza di interventi normativi efficaci e di controlli più stringenti per evitare che simili tragedie possano ripetersi.

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