Pastasciutta antifascista 2025: a Casa Cervi raccolti 4.500 euro per Gaza, mentre in altre città l’iniziativa unisce memoria e solidarietà

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A ottant’anni dalla Liberazione, la tradizionale Pastasciutta antifascista organizzata a Casa Cervi, nei Campirossi di Reggio Emilia, ha confermato il suo valore simbolico e concreto. Venerdì 25 luglio, davanti a 2.500 partecipanti, sono stati distribuiti 160 chili di penne, mentre le offerte – continuate persino all’uscita – hanno raggiunto i 4.500 euro, interamente devoluti a Emergency per sostenere la popolazione di Gaza. L’evento, che riprende il gesto compiuto nel 1943 dai fratelli Cervi, i quali distribuirono pasta al paese per celebrare la caduta del fascismo, si è trasformato in un momento di condivisione e impegno civile, senza retorica ma con una chiara direzione: quella della solidarietà internazionale.

Non solo Reggio Emilia. A San Pietro in Marcigliano, l’Anpi di Capannori ha replicato l’iniziativa, raccogliendo 500 euro per lo stesso progetto umanitario, destinato alla costruzione di un ospedale nella striscia di Gaza. Qui, oltre duecento persone hanno partecipato a una serata che ha alternato convivialità e riflessione, dimostrando come certi appuntamenti resistano al tempo, pur adattandosi alle urgenze del presente.

A San Pietro in Trento, invece, la sezione Anpi “Ville Disunite” ha scelto di riproporre la pastasciutta antifascista in un contesto dove, come ha sottolineato l’organizzazione, «parlare di pace è un dovere civile». Le tensioni globali, le guerre e le disuguaglianze hanno reso l’evento non una semplice rievocazione storica, ma un atto di resistenza culturale.

Le polemiche non sono mancate. A Roccavione, il sindaco Giovanni Giraudo è intervenuto per chiarire la decisione di non concedere il patrocinio comunale all’iniziativa, poi spostata a Roccasparvera: «Non patrocinare non significa vietare – ha precisato –. Si tratta di rispettare le regole, evitando di appoggiare eventi apertamente politici». Una presa di posizione che, al di là delle interpretazioni, riflette la delicatezza di certi simboli in un’epoca ancora segnata da divisioni.

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