La pastasciutta antifascista, tra memoria e urgenza del presente: le parole di Albertina Soliani
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Redazione Interno
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"Non ho parole…". Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Cervi, fatica a trovare un filo che leghi il ricordo alla realtà di oggi. "Non è una pastasciutta come quelle degli anni passati. È molto più esigente", dice, riferendosi alle celebrazioni che in tutta Italia rievocano la storica spaghettata organizzata dai fratelli Cervi l’indomani della caduta di Mussolini, il 25 luglio 1943. Quell’evento, simbolo di speranza e riscatto, oggi si scontra con un presente in cui, come sottolinea Soliani, "i nostri occhi, la nostra mente, il nostro cuore sono su Gaza, dove si muore cercando cibo". Un mondo dominato dalla violenza, dove "l’orrore sta uccidendo anche la nostra umanità".
A Paullo, intanto, la sezione Anpi Cavanna Cremonesi ha festeggiato il decennale della pastasciutta antifascista, superando ogni aspettativa con 54 partecipanti. Tra gli intervenuti, il presidente Renato Castelli, il sindaco Luigi Gianolli e l’assessore alla cultura Gabriele Guida. L’evento, ospitato nei locali dell’oratorio di via Mazzini, ha ripercorso la tradizione dei Cervi, mescolando memoria e impegno civile.
A Borgio Verezzi, invece, l’appuntamento è fissato per il 7 agosto, organizzato da Anpi, Parrocchia, Sms Concordia e Coop Borgio Verezzi. La cena, patrocinata dal Comune, vuole ricordare non solo l’entusiasmo popolare del ’43, ma anche il sacrificio di chi, "a prezzo anche della vita", contribuì a scrivere la Costituzione.
A Barzago, infine, il Comitato Mario Tentori ha lanciato la prima edizione della Pastasciutta Antifascista & Musica, con una partecipazione oltre le attese. Tra i protagonisti della serata, Serena Tentori e il senatore Tino Magni, in un incontro che ha unito convivialità e riflessione storica.




