Italia, buona la prima a Belgrado: la pallanuoto del Settebello travolge la Turchia 19-8

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La nuova formazione del Settebello, affidata alle cure del commissario tecnico Sandro Campagna, ha disegnato il suo esordio agli Europei di Belgrado con tratti netti e rassicuranti, imponendosi sulla Turchia per diciannove reti a otto. L’incontro, che sanciva l’avvio del cammino italiano nella rassegna continentale, si è trasformato in una prova di forza già dalle primissime fasi, quando gli azzurri hanno costruito un vantaggio tanto solido da rendere il resto della partita una mera formalità. Il primo quarto, chiuso sul parziale di 7-1, ha infatti delineato i contorni di una serata in cui la superiorità tecnica e atletica della squadra è apparsa manifesta, permettendo a Campagna di gestire le energie e di far respirare l’intero organico in vista degli appuntamenti successivi.

Una gara a senso unico, dieci firme a segno

Alla larghezza del risultato, che ha regalato ai ragazzi in vasca i primi tre punti in classifica, ha contribuito una distribuzione pressoché omogenea delle marcature, con ben dieci giocatori capaci di firmare almeno una rete. Tra essi, come spesso accade in queste circostanze, ne è spuntato uno in particolare: Francesco Condemi, autore di una prestazione di pregio che gli ha permesso di chiudere la partita con un poker personale, confermandosi un perno offensivo di primo piano. L’ampio margine accumulato, d’altronde, ha consentito di sperimentare diverse combinazioni e di far giocare minuti a tutti, un aspetto non secondario in una competizione lunga e fisicamente impegnativa come quella che attende la nazionale.

Il percorso non si fa da soli

Sebbene il valore dell’avversario, una selezione che storicamente non figura tra le potenze continentali e che è guidata dal tecnico greco Loudis verso una maggiore disciplina di gioco, consenta di inquadrare la vittoria nella giusta prospettiva, diversi elementi positivi emergono dalla lettura della partita. L’intensità applicata sin dal primo fischio, la rapidità nell’esecuzione e la freddezza nel finalizzare le azioni sono segnali incoraggianti per un gruppo che, dopo il cambio di ciclo, ha avuto poco tempo per rodarsi. Qualcuno di loro, come lo squalificato Iocchi Gratta, non ha nemmeno potuto scendere in vasca e dovrà attendere la terza gara per tornare a disposizione.

Occhi già puntati sulla Slovacchia

Il successo, per quanto netto, rappresenta soltanto il primo passo di un cammino che si preannuncia ricco di ostacoli ben più alti. Il prossimo impegno, in programma martedì contro la Slovacchia, costituirà senza dubbio un banco di prova più attendibile per misurare lo stato di forma e l’efficacia del lavoro svolto in queste settimane. Quel che è certo, dopo la goleada di Belgrado, è che il gruppo ha dimostrato di saper approcciare con la giusta concentrazione una sfida che, su carta, poteva sembrare scontata, evitando di disperdere energie inutili e gestendo i tempi di gara con maturità.

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