Pescara ricorda Giovanni Galeone, mercoledì lutto cittadino per i funerali a Udine

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il sindaco Carlo Masci, annunciando la decisione con un comunicato all'ANSA, ha definito l'allenatore "un simbolo per Pescara", figura che ha incarnato perfettamente la mentalità del luogo, assicurando che l'amministrazione si impegnerà a ricordarlo nella maniera più consona. L'ultimo saluto a Giovanni Galeone, la cui scomparsa ha colpito profondamente il mondo del calcio e non solo, verrà dunque tributato con una cerimonia pubblica che vedrà la città adriatica fermarsi in un momento di raccoglimento collettivo, un gesto che sottolinea il legame indissolubile tra l'uomo e il territorio che lo ha eletto a proprio mito.

L'impresa al Menti e il genio tattico

La sua eredità, che travalica i confini del semplice ricordo sportivo, è legata a doppio filo a episodi diventati leggenda, come la vittoria ottenuta in trasferta contro il Vicenza. Quel 30 novembre 1986, in uno stadio Menti che ospitava una delle squadre in lotta per le posizioni di vertice della serie B, il Pescara di Galeone, benché partisse con due punti di svantaggio, seppe dare spettacolo e imporre la propria qualità. Un risultato, quello, che contribuì a scolpire l'immagine dell'allenatore come un vero e proprio "profeta", un utopista del pallone le cui idee, come la celebre considerazione sul portiere considerato "un optional", hanno rivoluzionato gli schemi consolidati.

Il maestro di talenti e il suo carattere unico

Il suo estro, del resto, non si limitava alla sola tattica ma permeava ogni aspetto della sua persona, rendendolo un anticonformista per vocazione. Uomo di mare, dalla presenza sempre abbronzata e dall'eleganza a volte trasandata, poteva presentarsi in cravatta o in tuta, senza mai perdere quella verve che lo rendeva un brillante compagno di serate. La sua scomparsa, avvenuta in un giorno carico di un simbolismo che lui, amante delle celebrazioni e dei brindisi a base di champagne, avrebbe forse colto con ironia, lascia un vuoto in un calcio che fatica a trovare personaggi di altrettanto spessore e carisma.

Un'eredità che vive nel ricordo

Oltre alle imprese da allenatore, la sua lungimiranza ha lasciato un segno tangibile nella formazione di tecnici di altissimo livello, divenuti poi a loro volta protagonisti delle massime serie, un lascito che continua a influenzare il gioco italiano. La cerimonia funebre, fissata per le 15:30 nel duomo di Udine, rappresenterà il momento culminante di un addetto sentito non solo in Abruzzo, ma in tutto lo sport nazionale, per un uomo la cui vita è stata un inno alla fantasia e alla passione, elementi che nessun lutto potrà mai davvero oscurare.

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