Giulio Ciccone in rosa, l’eredità di Nibali e quell’amicizia con Sinner: la maglia pesa (anche per la multa)

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Redazione Sport Redazione Sport   -   In ogni caso, la maglia rosa di Giulio Ciccone al Giro – conquistata ieri a Cosenza al termine di una tappa che sembrava destinata ai velocisti – è un piccolo evento per l’Italia del ciclismo. Vincenzo Nibali è stato l’ultimo dei nostri a conquistare la corsa rosa dieci anni fa, e da quel momento il 31enne abruzzese della Lidl-Trek è solo il quinto italiano a vestire il simbolo del primato dopo Valerio Conti, Filippo Ganna, Alessandro De Marchi e Diego Ulissi. Un dato che restituisce la dimensione dell’impresa, se si considera che il corridore, cresciuto nelle giovanili della Colpack prima del passaggio al professionismo con la Bardiani, non era mai riuscito a centrare questo obiettivo nonostante i precedenti illustri (come la maglia gialla al Tour del 2019 o la vittoria nella classifica scalatori del 2023). Il terzo posto nella frazione calabrese, alle spalle dell’ecuadoriano Jhonatan Narvaez e del venezuelano Orluis Aular, gli è valso gli abbuoni necessari per scavalcare l’uruguaiano Thomas Silva, regalando una boccata d’ossigeno a una pedana che attendeva un leader italiano da troppo tempo.

Tiriolo e il “chilometro zero”, la sicurezza dietro le quinte

Il passaggio della Corsa Rosa ha colorato di rosa anche il territorio di Tiriolo, nel Catanzarese, dove si è registrato un primato storico. Per la terza volta nell’ultimo decennio la carovana ha attraversato quelle strade, ma in questa edizione il comune ha ospitato per la prima volta la partenza ufficiale del cosiddetto “chilometro zero”. Un evento che, oltre alla grande partecipazione popolare, ha richiesto un apparato organizzativo imponente per garantire la sicurezza. Nella giornata di ieri, la quarta tappa Catanzaro-Cosenza si è svolta senza particolari problematiche grazie a un sistema di controllo coordinato dalle autorità di pubblica sicurezza sotto la guida del Questore Antonio Borelli. Il dispositivo, predisposto tramite riunioni del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, ha impiegato circa 260 unità tra le varie forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza) supportate da oltre 170 volontari, con una cabina di regia interforze che ha monitorato l’evento attraverso un sistema di telecamere.

Il peso della maglia e il precedente dell’amico Sinner

La gioia per la conquista della maglia non cancella, tuttavia, alcuni strascichi extracurriculari legati al carattere impulsivo del corridore. Ciccone, che vive a Montecarlo ed è noto per la sua amicizia con il numero uno del tennis mondiale Jannik Sinner (con il quale condivide spesso uscite in bicicletta e una sana rivalità sportiva), ha dovuto fare i conti con la rigidità del regolamento. Lo scorso anno, in occasione di una vittoria al Tour of the Alps, l’abruzzese fu multato dall’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) per aver lanciato gli occhiali da sole verso il pubblico in segno di esultanza. Una sanzione di 250 franchi svizzeri e, cosa più pesante, la detrazione di 15 punti UCI che fece infuriare il team manager Luca Guercilena, il quale parlò di un’istituzione che “uccide le emozioni”. Proprio in quell’occasione, a rendere virale il gesto fu il commento social del tennista altoatesino – “Mamma mia!” – a dimostrazione di un sodalizio umano che va oltre la singola disciplina.

La strategia di chi non vuole mollare la presa

Per Ciccone, quella di Cosenza è la realizzazione di un sogno d’infanzia. “Ho iniziato a correre pensando alla maglia rosa, ho in testa le immagini di Marco Pantani”, ha dichiarato il corridore al traguardo, ammettendo che quella casacca rappresentava una vera e propria ossessione. Nonostante l’esiguo vantaggio di soli quattro secondi su inseguitori del calibro di Jan Christen e Florian Stork, l’approccio del 31enne resta quello di chi vuole vivere la corsa alla giornata, senza la pressione di dover per forza replicare le imprese di Nibali. Con l’arrivo delle tappe più dure all’orizzonte – a partire dalla frazione di Potenza che presenta la salita della Montagna Grande di Viggiano – la difesa del primato diventerà questione di gambe e non solo di cuore, in un Giro che finalmente ha ritrovato un padrone di casa.

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