Fat Bear Week 2026, Backpack vince: da cucciolo viaggiava sulla mamma

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Backpack ha vinto la Fat Bear Week 2026, la competizione online dedicata agli orsi bruni del Katmai National Park and Preserve, in Alaska, che celebra gli animali capaci di accumulare le riserve di grasso necessarie ad affrontare l’inverno. Conosciuto ufficialmente come orso numero 89, il maschio ha conquistato il pubblico anche per una storia iniziata quando era ancora un cucciolo: attraversava il Brooks River arrampicato sul dorso della madre, comportamento dal quale deriva il soprannome che lo accompagna ancora oggi. Nella finale ha ottenuto 103.334 voti, superando l’orsa numero 910, arrivata a 98.253 preferenze.

Da cucciolo ferito a grande orso del Brooks River

La storia del vincitore sulle rive del fiume comincia nel 2006, quando arrivò nella zona insieme alla madre Holly. Il piccolo aveva l’abitudine di salire sulla sua schiena durante gli attraversamenti dell’acqua e proprio quelle insolite traversate gli valsero il nome Backpack, cioè “zaino”. La sua crescita non fu però priva di difficoltà: da giovane riportò una seria ferita a una zampa, tanto da suscitare dubbi sulla sua possibilità di sopravvivere. L’animale riuscì a recuperare e nel 2008 divenne indipendente, trasformandosi negli anni in una presenza abituale lungo il corso d’acqua.

Anche la madre occupa un posto particolare nella storia della competizione: Holly conquistò il titolo nel 2019. Il figlio, ormai adulto, presenta un mantello marrone chiaro che diventa più scuro nel corso della stagione e un muso dalla caratteristica forma concava. Il National Park Service descrive un animale che da giovane praticava spesso combattimenti giocosi con altri maschi, mentre da adulto non mostra la stessa dominanza di alcuni grandi esemplari che pescano lungo la cascata. All’inizio dell’estate frequenta le cascate, mentre in autunno può essere osservato mentre cattura pesci nelle parti più basse del Brooks River.

Salmoni e iperfagia: perché diventare grassi significa sopravvivere

Dietro il tono giocoso della gara c’è un processo biologico essenziale. Gli orsi del Katmai sfruttano il ritorno dei salmoni per alimentarsi intensamente e costruire le riserve energetiche da utilizzare durante il letargo, quando non mangiano né bevono e possono perdere circa un terzo del proprio peso corporeo. I maschi adulti in piena estate pesano normalmente fra circa 270 e 410 chilogrammi, ma gli individui più grandi possono superare i 454 chilogrammi prima dell’inverno. Nel periodo di alimentazione più intenso un singolo animale può arrivare a consumare fino a 30 pesci al giorno.

La trasformazione stagionale è proprio il fenomeno che la manifestazione vuole mostrare al pubblico. La Fat Bear Week nacque nel 2014 come iniziativa divulgativa dedicata agli orsi bruni costieri e nel tempo si è trasformata in un torneo internazionale seguito attraverso internet. Gli animali vengono inseriti in un tabellone a eliminazione diretta e sono gli utenti a scegliere quale esemplare abbia compiuto la trasformazione più impressionante in preparazione all’inverno. Le webcam di Explore.org consentono anche di osservare dal vivo la pesca, gli spostamenti e i comportamenti degli esemplari che frequentano il fiume.

Un torneo con 16 orsi e milioni di preferenze online

L’edizione di quest’anno ha schierato 16 concorrenti e ha registrato una partecipazione tale da mettere in difficoltà il sistema di voto già nella giornata inaugurale. L’eccesso di traffico ha costretto gli organizzatori a prolungare il primo turno e successivamente a utilizzare una piattaforma differente in vista delle fasi decisive. Il successo online conferma la crescita di un appuntamento che nel 2025 aveva raccolto oltre 1,7 milioni di preferenze provenienti da più di cento Paesi. Allora il titolo era andato all’orso 32, soprannominato Chunk.

Proprio il campione uscente è stato eliminato al primo turno da Bucky, numero 164, che successivamente ha incontrato il futuro vincitore in semifinale. Quel confronto si è trasformato in una delle sfide più combattute della manifestazione: Bucky è rimasto avanti per gran parte della giornata, prima di essere superato nel voto conclusivo. Dall’altra parte del tabellone, la numero 910 aveva eliminato la famiglia dell’orsa 132, arrivata fino alla semifinale con i suoi tre cuccioli. La finalista è figlia di Beadnose, altra protagonista storica della competizione e vincitrice in passato.

L’edizione 2026 ha dato particolare spazio anche alle famiglie, con cinque gruppi di madri e piccoli inseriti tra i concorrenti in una stagione caratterizzata da un numero insolitamente elevato di cuccioli osservati nell’area di Brooks Camp. Per una femmina con piccoli l’accumulo di riserve comporta un impegno ulteriore, perché deve contemporaneamente alimentarsi, proteggere la prole e preparare il proprio organismo al periodo invernale. La famiglia dell’orsa 132 aveva vissuto anche un episodio particolare a metà luglio, quando uno dei tre cuccioli si era separato dagli altri per alcuni giorni prima di ricongiungersi alla madre.

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