Djokovic prosegue il cammino, Maestrelli saluta con un'esperienza da incorniciare
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Novak Djokovic, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna alla Casa Bianca, continua a scrivere la propria storia in quel di Melbourne, avanzando al terzo turno degli Australian Open senza particolari intoppi. La sua marcia, come di consueto, appare determinata e precisa, un meccanismo ben oliato che sembra voler replicare le glorie passate. Dopo il successo in tre set su Francesco Maestrelli, il serbo ha voluto però dedicare alcune parole al giovane avversario, rivelando una certa sorpresa. “Onestamente, devo ammetterlo, non sapevo molto di lui fino a pochi giorni fa”, ha dichiarato Djokovic, il quale, dopo averlo visto all'opera, non ha esitato a riconoscergli del potenziale, sostenendo che “possa crescere molto”, un giudizio che, provenendo da una simile fonte, assume il peso di un vero e proprio attestato di stima.
Il percorso straordinario del tennista pisano
Quello di Francesco Maestrelli, d'altronde, è stato un viaggio al di là di ogni più rosea aspettativa, considerando che è partito dalle qualificazioni per poi regalarsi il lusso di un'esordio vittorioso nel tabellone principale contro un avversario ostico. Il bagaglio di emozioni accumulato in quella settimana e mezzo in Australia è, come è ovvio, difficilmente quantificabile, e si è arricchito ulteriormente con la possibilità di misurarsi su uno dei templi del tennis mondiale contro il campione che ha fatto della Rod Laver Arena il suo giardino. Una sfida tra due mondi diametralmente opposti: da un lato il ragazzo alla sua seconda partita in assoluto in uno Slam, dall'altro l'atleta che si avvicina a traguardi inediti, come quello delle quattrocento vittorie nei Major, e che dimostra una fame intatta.
Un match più combattuto del punteggio
Il punteggio, seppur netto a favore del numero uno del mondo, non racconta interamente la partita giocata dal tennista italiano, il quale non si è limitato a una mera comparsa ma ha cercato di imporre il suo gioco per oltre due ore di gioco. Ha dato tutto, spingendo spesso con il dritto e provando a variare il gioco, in una prova di coraggio che ha ricevuto il plauso del pubblico. Al termine dell'incontro, oltre alla stretta di mano, c'è stato anche un breve scambio di battute con Djokovic, il quale gli ha rivolto un “bel match”, un complimento che, se da un lato onora, dall'altro non placa del tutto la delusione per un'occasione irripetibile che si è chiusa troppo in fretta.
Lo sguardo al futuro dopo la lezione di Melbourne
Salutando Melbourne, Francesco Maestrelli può quindi permettersi di farlo a testa alta, portandosi dietro un'esperienza formativa che pochi al mondo hanno avuto il privilegio di vivere. Quella contro Djokovic è stata, usando le sue stesse parole, una “lezione” di tennis, ma anche di approccio mentale alla competizione al massimo livello. Un insegnamento che, integrato con la qualità dimostrata in questo scorcio di stagione, diventa un solido mattone su cui costruire il futuro, con l'ottimismo di chi ha dimostrato di poter competere in un contesto così esigente. Il cammino è ancora lungo, certo, ma le basi per tentare di percorrerlo con successo sembrano esserci tutte.




