Pisa-Torino 0-1, la zampata di Adams che profuma di salvezza

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’Arena Garibaldi – Romeo Anconetani, teatro di una partita che per oltre tre quarti d’ora sembrava destinata a scivolare via senza lasciare traccia nella memoria, si è invece trasformata nel palcoscenico di un verdetto quasi matematico. Il Torino, orchestrato da Roberto D’Aversa – il quale, va detto, ha ereditato una squadra che si stava letteralmente attorcigliando su sé stessa per poi trasmetterle quella solidità mentale che troppo spesso le era mancata – ha espugnato il fortino toscano imponendosi con il minimo scarto. A decidere le sorti del confronto, valido per la trentunesima giornata di serie A, è stato il solito Che Adams: subentrato nella ripresa, l’attaccante scozzese ha trovato il guizzo vincente al 35’ del secondo tempo, firmando un gol che per i granata vale oro e per i padroni di casa sa invece di macigno.

Un primo tempo avaro di emozioni, tra timidi tentativi e nessuna vera paura

L’avvio di gara non ha certo offerte quelle scintille che il pubblico si aspetterebbe da una sfida infuocata nella parte bassa della classifica. Se è vero che il Pisa, spinto dal vento dell’emergenza, ha provato a fare la partita, è altrettanto vero che le trame offensive dei nerazzurri si sono infrante contro un muro granata ben organizzato. Dal canto loro, gli ospiti hanno affidato le prime sortite a Gvidas Gineitis: il centrocampista, prendendo la mira dal limite, ha impegnato il portiere di casa Semper con una conclusione insidiosa, ma senza riuscire a trovare il varco giusto. Poco dopo, un’altra sua incursione è terminata sul fondo, mentre per il Pisa ci ha provato Aebischer con un destro a giro che ha accarezzato l’incrocio dei pali prima di spegnersi a lato. Un sostanziale equilibrio, insomma, dove la noia ha spesso preso il sopravvento sullo spettacolo e le due squadre sono rientrate negli spogliatoi a reti inviolate, consapevoli che la posta in palio era troppo alta per concedersi il lusso di scoprirsi.

L’errore di Tramoni e l’epifania di Adams: la svolta che cambia il volto al match

Nella ripresa, il copione sembrava destinato a ripetersi fino a quando, intorno all’ora di gioco, il Pisa non ha sprecato quella che sarebbe potuta essere l’occasione della vita. Tramoni, abile nell’intercettare un pallone che sembrava innocuo sulla trequarti, si è involato verso la porta difesa da Paleari. Solo davanti al portiere, però, la sua scelta si è rivelata sbagliata: invece di calciare in porta, ha tentato un passaggio morbido per il compagno Stojilkovic, vanificando di fatto l’azione più nitida dell’intero incontro. Un errore che, nel calcio, si paga a caro prezzo. E infatti, a dieci minuti dal termine, è arrivata la doccia gelata per i toscani. Un cross deviato e sporco proveniente dalla fascia ha trovato Pedersen sul secondo palo; la sua conclusione, più simile a un assist involontario che a un tiro, è stata raccolta sul momento da Che Adams. L’attaccante, appostato come un rapace in area di rigore, non ha avuto che da spingere il pallone in rete da distanza ravvicinissima, firmando l’1-0 che avrebbe deciso la partita. «Sapevamo che la partita sarebbe stata difficile – ha commentato a caldo l’eroe di serata Adams –, il mio gol è stato importante perché ci ha dato tre punti molto preziosi. E sapevo che sarei entrato nel secondo tempo e avrei potuto dare una mano alla squadra nei minuti finali».

La classifica che piange: per il Pisa è crisi nera, per il Toro arriva il sereno

Il verdetto del campo è impietoso e spietato. Con questa, che rappresenta la diciassettesima sconfitta in trentuno giornate, il Pisa resta inchiodato sul fondo della classifica assieme al Verona (battuto ieri dalla Fiorentina). I toscani, distanti ormai nove lunghezze dalla zona che garantirebbe la salvezza, iniziano a vedere profilarsi all’orizzonte lo spettro della retrocessione in serie B, un esito che appare sempre più come una tragica inevitabilità più che come una semplice evenienza statistica. Dall’altra parte, invece, il Torino di D’Aversa può tirare un sospiro di sollievo non indifferente. Il successo di Pisa interrompe un digiuno che durava da due mesi e regala ai granata tre punti pesantissimi in ottica salvezza: ora la quota è salita a 36 lunghezze, un bottino che garantisce un cospicuo margine di sicurezza sulla terzultima piazza. Manca ancora il risultato che sancirebbe matematicamente la permanenza nella massima serie, ma il lavoro del tecnico – il quale ha saputo rimette ordine in uno spogliatoio che stava perdendo la bussola – sta producendo i frutti sperati. Non era affatto scontato, a dire il vero, che l’impatto dell’allenatore fosse fin da subito così positivo e devastante.

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