Milan, L’Enigma Leao: Perché Tenere Fuori Il Migliore?
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Redazione Sport
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In un campionato che ormai sembra scritto col gesso su una lavagna sbiadita, il Milan continua a commettere errori che lasciano perplessi anche gli osservatori più indulgenti. Tra le tante incertezze che affliggono una squadra ancora in cerca di identità dopo lo scudetto del 2022, una domanda sorge spontanea: perché Rafael Leao, l’attaccante più pericoloso del roster rossonero, viene relegato in panchina con una frequenza che rasenta l’autolesionismo?
L’ultimo episodio, quello di Napoli-Milan (2-1), ha riacceso le polemiche. Sergio Conceiçao, che pure ha il merito di aver riportato la squadra in corsa per la Coppa Italia, ha scelto di lasciare fuori dall’undici iniziale il portoghese, preferendogli Joao Felix, giocatore finora incapace di imprimere la sua qualità al gioco. Una decisione che Riccardo Trevisani, durante Pressing, ha definito "follia pura", sottolineando come sia la quarta volta nelle ultime sette partite di campionato che Leao parte tra i riserve.
Eppure, quando è entrato in campo, la differenza è stata lampante. Su quella fascia sinistra, dove prima Di Lorenzo e Politano dettavano legge senza opposizione, è arrivato lui, trascinando l’attacco e creando le uniche occasioni nette per i rossoneri. Senza contare che, in una squadra dove la difesta vacilla e il centrocampo fatica a imporsi, privarsi volontariamente del giocatore più imprevedibile e decisivo appare un controsenso.
C’è chi, analizzando la situazione, punta il dito contro Conceiçao, suggerendo che il problema non sia la qualità dei calciatori – alcuni dei quali, è vero, hanno deluso – ma la difficoltà del tecnico a trasmettere idee chiare. Se in difesa gli errori si ripetono con monotonia, e in mezzo al campo manca regia, lasciare a riposo l’unico in grado di sbloccare partite equivale a una resa preventiva.




