Conflitto nel Nagorno-Karabakh: cessate il fuoco mediato dalla Russia, colloqui a Yevlakh e bilancio delle vittime

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le autorità della Repubblica dell'Artsakh hanno accettato il cessate il fuoco mediato dalla Russia e si sono dette disponibili a incontrare le autorità azere a Yevlakh. Dopo oltre 24 ore di intensi bombardamenti da parte dell'Azerbaigian sulle città armene del Nagorno-Karabakh, è stato scongiurato lo scoppio di un nuovo conflitto. Tuttavia, l'impressione è che la resa dei conti potrebbe essere solo rimandata.

Dopo l’imposizione da Baku di oltre nove mesi di isolamento, che ha ridotto la popolazione armena locale allo stremo, le autorità dell’Azerbaigian hanno deciso di intervenire militarmente per porre fine al Nagorno Karabakh, un’entità de facto indipendente emersa con il crollo dell’Unione Sovietica. L’Azerbaigian ha chiesto alla comunità armena locale di arrendersi, dissolvendo tutte le unità militari armene e i propri organi di amministrazione.

Sarebbe salito a 200 il bilancio delle vittime dell'operazione militare azera nel Nagorno-Karabakh. I feriti sarebbero 400. Tra i morti vi sarebbero anche una decina di civili tra cui 5 bambini. Con questi numeri una delegazione dell’Artsakh, il nome armeno dell’enclave, si è presentata nella città azera di Yevlakh, per i colloqui con Baku. Mentre migliaia di persone stanno abbandonando le proprie case.

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