Federico Salvagni travolto al Circeo: il gemello racconta l’incidente e la richiesta di interventi sulla "strada maledetta"
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Redazione Interno
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Terracina – «Ho sentito il botto e l’ho visto volare in aria». Daniele, 16 anni, stringe i pugni mentre racconta gli attimi in cui il fratello gemello Federico è stato strappato alla vita da un’auto pirata nella notte tra il 14 e il 15 agosto. Camminavano lungo via Terracina, diretti al residence dove alloggiavano, dopo una festa in spiaggia con amici. «Era pochi metri davanti a me – dice – quando la macchina ci ha piombato addosso». L’impatto è stato violento, tanto da scaraventare il ragazzo a diversi metri di distanza. Federico, studente della II B dell’istituto Marconi di Latina, è morto sul colpo.
Quella strada, come denunciato già il 26 luglio da Laura Bellina, un’impiegata del luogo, è considerata un tratto pericoloso, privo di strisce pedonali nonostante il passaggio frequente di bambini e bagnanti diretti alle spiagge. «Chiedo dossi artificiali e segnaletica – aveva insistito – per evitare tragedie annunciate». Un appello rimasto inascoltato, mentre ora la morte di Federico riaccende le polemiche sull’incuria delle infrastrutture.
L’autore della fuga, un 24enne già noto alle forze dell’ordine, è stato fermato poche ore dopo l’incidente. I carabinieri, analizzando le telecamere di sicurezza, hanno ricostruito la dinamica: l’uomo, alla guida di una Fiat Bravo, viaggiava a velocità elevata prima di perdere il controllo e investire i due ragazzi. Il fatto che Daniele sia rimasto illeso – «Mi ha solo sfiorato», ha detto – non attenua il dramma di una famiglia distrutta. Lo zio dei gemelli, con la voce rotta, ricorda quanto fossero inseparabili: «Facevano tutto insieme».




