Recuperato nel Sesia il corpo del ragazzino scomparso: l’addio dello studente della Avogadro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è concluso nel modo più tragico, quello che nessuno avrebbe voluto nemmeno immaginare, il dramma che ha tenuto con il fiato sospeso l’intera zona di Vercelli per un intero fine settimana. Il corpo del ragazzino di 12 anni disperso nelle acque del fiume Sesia – un giovane studente della seconda B della scuola media "Avogadro", come hanno poi confermato le fonti vicine all’istituto – è stato infine rinvenuto intorno alle ore 17 di oggi, domenica 31 maggio.

A renderlo possibile, dopo quasi 48 ore di ricerche ininterrotte, sono stati i sommozzatori dei Vigili del Fuoco, che lo hanno individuato lungo il tratto d'acqua in direzione di Prarolo, nei pressi della località Pizzarosto. L’esito delle operazioni, coordinate senza sosta da protezione civile e forze dell'ordine, ha dunque posto fine a ogni speranza, restituendo alla famiglia lo studente che venerdì pomeriggio era stato inghiottito dalla corrente.

La dinamica e i soccorsi: un tuffo vietato e un compagno che prova a salvarlo

Secondo una prima, seppur sommaria, ricostruzione dei fatti fornita dai carabinieri, il giovane si trovava in compagnia di alcuni amici nel tardo pomeriggio di venerdì 29 maggio lungo gli argini del Sesia, una zona che, nonostante i divieti e la nota pericolosità, viene spesso frequentata da chi cerca refrigerio dal caldo. In un primo momento si era ipotizzata una caduta accidentale, ma gli inquirenti stanno ora vagliando con attenzione l'ipotesi che il ragazzo si sia tuffato volontariamente, finendo poi vittima della corrente.

Un gesto, quest'ultimo, compiuto nonostante l'area – caratterizzata da fondali irregolari e improvvisi dislivelli – sia da sempre off-limits per la balneazione a causa delle correnti insidiose. Nel tentativo disperato di strapparlo al fiume, uno dei due coetanei che erano con lui si sarebbe gettato in acqua per provare a salvarlo; un tentativo, purtroppo, rivelatosi vano, visto che è riuscito a mettersi in salvo da solo mentre il compagno spariva sotto il pelo dell'acqua.

Il cordoglio della città e il sacrificio dei soccorritori

Nei giorni che hanno preceduto il ritrovamento, l’intero apparato dei soccorsi – dai Vigili del Fuoco con il nucleo Saf (speleo-alpino-fluviale) ai carabinieri, senza dimenticare i volontari della protezione civile – ha letteralmente setacciato il tratto di fiume compreso tra il ponte della ferrovia e il ponte della provinciale per Novara, utilizzando anche un elicottero e gommoni.

Una mobilitazione imponente che testimonia la disperata corsa contro il tempo per riportare a casa il dodicenne, la cui scomparsa ha gettato nello sconforto la comunità scolastica della "Avogadro". Come segno di rispetto per il lutto che ha colpito la famiglia, l’amministrazione comunale e le associazioni locali hanno deciso di rimodulare gli eventi in programma; ne è un esempio la "Fattoria in Città", che ha scelto di sospendere il concerto dei "The Bartenders" previsto proprio per la serata di domenica.

Una decisione, quest’ultima, definita “sofferta” ma necessaria, per non sovrapporre la festa al dolore indicibile di una perdita tanto improvvisa quanto assurda.

Un tratto di fiume letale e la necessità di accertamenti

Il tratto del Sesia dove si è consumata la tragedia, in fondo a corso Rigola, è purtroppo tristemente noto agli operatori delle emergenze per episodi analoghi verificatisi nel corso degli anni, specialmente con l’arrivo della bella stagione. La morfologia del letto del fiume, in quel punto, nasconde insidie micidiali: sotto le arcate del ponte si accumulano detriti e tronchi, mentre il fondale – caratterizzato da buche profonde diverse decine di metri – rende la corrente del tutto imprevedibile e letale anche per i nuotatori esperti.

Ora, per stabilire con esattezza l’esatta dinamica di quanto accaduto – e chiarire se si sia trattato di un incidente o di un tuffo in piena consapevolezza – la magistratura ha aperto un fascicolo d’inchiesta. Spetterà ai pm stabilire eventuali responsabilità, mentre l’attenzione si concentra sulle testimonianze rese dagli amici che hanno assistito alla scena, nel tentativo di ricostruire gli ultimi, drammatici, istanti di vita del giovane prima che l’acqua lo trascinasse via.

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