La Campania, ultimo bivio per il Movimento Cinque Stelle
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Redazione Interno
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Dopo gli esiti non proprio lusinghieri in Toscana e in Calabria, la Campania si configura ormai come l'ultima spiaggia, un banco di prova decisivo sul quale il Movimento Cinque Stelle non può più permettersi di sbagliare. Giuseppe Conte, ben consapevole della posta in gioco, ha scelto di giocarsi una carta di peso nell'enclave che un tempo era un feudo grillino, imponendo la candidatura di Roberto Fico, il cui profilo politico appare di ben altra caratura rispetto a quello di Pasquale Tridico. Si tratta di una mossa calcolata, finalizzata a trainare una coalizione e a tentare di riconquistare quel consenso, quel 36% che alle politiche del 2022 li aveva incoronati come primo partito regionale, un dato che ora sembra lontano.
I numeri del confronto
Secondo le rilevazioni demoscopiche, alle prossime elezioni regionali il candidato del centrosinistra e dei pentastellati, Roberto Fico, si attesterebbe intorno al 52% dei consensi, mentre il suo diretto avversario, il rappresentante del centrodestra Edmondo Cirielli, si fermerebbe a una percentuale inferiore. Un distacco di sette punti che, se da un lato sembra rassicurante, dall'altro non deve indurre in facili ottimismi, poiché in ballo c'è la sopravvivenza stessa di un movimento che non può subire un'altra battuta d'arresto. La partita, come spesso accade, sarà decisa non solo dalle preferenze per il presidente, ma anche dal comportamento delle liste, le quali potrebbero performare in modo differente rispetto al candidato di riferimento.
I fattori di incertezza
Mentre in Veneto e in Puglia l'esito appare ormai scritto, la competizione in Campania riserva ancora diversi elementi di potenziale instabilità. A cominciare dal tasso di astensione, che quest'anno si prevede altissimo, un fattore che potrebbe stravolgere qualsiasi previsione. A questo si aggiunge il cosiddetto "incubo del voto disgiunto", un meccanismo che permette all'elettore di frammentare le proprie scelte, e il peso specifico che ciascuna lista riuscirà a conquistarsi in un contesto elettorale che, a dire il vero, non brilla per partecipazione e che anzi, in generale, sembra trascorrere in un clima di sostanziale apatia. Aspetti, questi, che rendono tutto ancora possibile.
Le strategie in campo
Sul piano della comunicazione e della campagna elettorale, le strategie dei due competitor principali appaiono diametralmente opposte. Se da una parte Edmondo Cirielli conduce un'attività basata sull'attacco frontale, Roberto Fico preferisce una linea più defilata, glissando su alcuni toni aspri. Entrambi sono attualmente impegnati in tour serrati per i territori, in un lavoro di prossimità che precede l'arrivo dei big nazionali. Nei prossimi giorni, infatti, scenderanno in campo per Fico Giuseppe Conte, mentre per sostenere Cirielli saranno presenti Ignazio La Russa e, in chiusura, i leader di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia. Una mobilitazione generale che animerà i diciotto giorni che separano dal voto, fissato per il 23 e il 24 novembre.




