Atalanta-Roma, il gol di Scalvini scatena la polemica: parla l'ex arbitro Marelli
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Redazione Sport
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La notte di Bergamo, che ha segnato il ritorno di Gian Piero Gasperini nella veste di avversario, si è chiusa con il bagliore dei riflettori puntati su un solo, decisivo episodio. A spezzare l'equilibrio in un match dall'alto coefficiente tecnico e emotivo è stata infatti la testata del difensore Scalvini, su calcio d'angolo, nella ripresa. Un'azione, quella della marcatura, immediatamente circondata da un muro di proteste da parte della Roma e del suo portiere Svilar, il quale, nel tentativo di intercettare il pallone in uscita alta, è finito a terra dopo un contatto con l'attaccante bergamasco. L'arbitro, valutata la scena, non ha ravvisato alcuna infrazione, convalidando il gol che ha poi significato la vittoria dell'Atalanta, una decisione che ha immediatamente acceso il dibattito ben oltre i confini del campo di gioco, prolungandosi nelle ore successive in una ridda di opinioni contrastanti.
Il parere dell'esperto: la moviola non mente
A fare chiarezza sulla corretta interpretazione del regolamento, in un clima già surriscaldato, è intervenuto l'ex arbitro e analista Luca Marelli, il quale ha spiegato senza mezzi termini i motivi della regolarità del gol. Marelli ha evidenziato come Scalvini abbia giocato il pallone nel momento in cui questo era ormai perso da Svilar, il cui intervento, seppur legittimo, non era riuscito a prendere possesso del pallone. Il contatto fisico tra i due, conseguenza dell'azione del portiere, non è stato quindi giudicato tale da configurare un fallo a carico del giocatore dell'Atalanta, il quale non ha commesso neppure un tocco di mano. Una lettura tecnica, la sua, che taglia corto su ogni possibile ambiguità, attribuendo all'episodio il crisma dell'infallibilità della regola applicata.
Il botta e risposta in tv tra i portieri di ieri e di oggi
Se l'analisi dell'esperto ha cercato di porre un argine oggettivo alle discussioni, il confronto tra pareri soggettivi ha invece trovato un palcoscenico ideale negli studi televisivi, dove si è consumato un acceso dibattito tra due guardiani della porta di epoche diverse. Da un lato c'era il portiere giallorosso Svilar, il quale, pur nel rispetto delle istituzioni, nel post-partita non ha nascosto il suo disappunto, affermando con convinzione che "quando si tocca un portiere nell'area piccola è sempre fallo". Una posizione diametralmente opposta è stata quella espressa da Walter Zenga, storico numero uno del calcio italiano, il quale, pur comprendendo la frustrazione del collega, ha ribadito in televisione la correttezza della decisione arbitrale, sostenendo che l'azione di Scalvini fosse perfettamente legale. Uno scambio di vedute che ha messo in luce come, spesso, la prospettiva cambi radicalmente a seconda che si osservi la gara dalla linea di porta o dalla tribuna stampa.
Un cambio della guardia annunciato dai cori
Al di là della contestata rete e delle inevitabili polemiche tecniche, la serata bergamasca ha rappresentato un significativo spartiacque simbolico, percepibile chiaramente nell'aria dello stadio. I cori della curva, al termine della partita, non hanno esaltato l'allenatore di casa, bensì hanno risuonato per l'allenatore avversario, Palladino, in un esplicito messaggio che ha delimitato i confini tra un passato glorioso e un futuro tutto da scrivere. Gasperini, dal canto suo, ha ricevuto il meritato tributo di un pareggio di applausi, un commiato rispettoso ma che non ha mitigato il suo disappunto per l'esito della sfida, culminato in qualche vivace scambio verbale con l'area tecnica nerazzurra negli ultimi minuti di gioco, episodio ulteriormente amplificato dal lancio di un oggetto dalla tribuna.




