Atalanta-Roma, De Marco su Open Var: "Nessuna mano di Scalvini, Scamacca in fuorigioco"
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Redazione Sport
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Le contestate decisioni arbitrali che hanno caratterizzato il match tra Atalanta e Roma hanno trovato una puntuale disamina nell'analisi tecnica di Andrea De Marco, il quale, intervenendo nel consueto appuntamento con "Open Var", ha offerto una lettura chiara e definitiva degli episodi più dibattuti. L'ex arbitro, la cui competenza deriva dall'attuale ruolo di responsabile dei rapporti istituzionali delle Commissioni arbitrali nazionali, ha sciolto ogni dubbio, sostenendo senza esitazioni le scelte dell'arbitro Fabbri e del team in sala Var, i cui interventi, secondo la sua ricostruzione, sono stati improntati a massima accuratezza. La sua valutazione, che si è concentrata principalmente sul gol iniziale di Giorgio Scalvini e sul successivo tentativo di Gianluca Scamacca, ha di fatto confermato la correttezza delle chiamate in campo, smentendo le vibranti proteste sollevate a caldo dall'allenatore Gian Piero Gasperini.
Il gol di Scalvini e l'analisi delle immagini
Riguardo alla rete che ha aperto le marcature, De Marco ha escluso categoricamente due elementi cruciali sui quali si era focalizzata la polemica: il presunto tocco di mano del difensore e un eventuale fallo sul portiere della Roma, Svilar. “Non c’è oggettività”, ha affermato con decisione l’esperto, “che il calciatore tocchi il pallone col braccio”. Nella sua disamina, ha poi aggiunto che a sbilanciare il numero uno giallorosso, il quale non era riuscito a bloccare il pallone in uscita, fu invece il contatto con il proprio compagno di squadra Rensch, circostanza che escludeva di per sé l'ipotesi del fallo in attacco. A suffragio di questa tesi, la trasmissione ha mandato in onda il dialogo tra l'arbitro e la sala controllo, dove Fabbri esprimeva il suo dubbio iniziale, prontamente chiarito da un esame minuzioso di tutte le inquadrature disponibili.
La conferma della procedura Var
Proprio il lavoro svolto in regia è stato oggetto di un elogio esplicito da parte di De Marco, il quale ha voluto sottolineare la professionalità dimostrata in un frangante così delicato. “È stata fatta un'analisi molto accurata”, ha dichiarato, “bisogna fare i complimenti al Var Maresca e all'Avar”. Questo meticoloso processo di verifica, che ha passato al setaccio i fotogrammi dell'azione da ogni angolazione, ha permesso di giungere alla conclusione inequivocabile che non sussistessero i presupposti per interrompere il gioco o annullare il gol. Pertanto, la convalida della marcatura, decisa sul campo dopo il momento di attesa per la check, si è rivelata l'esito più conforme al regolamento, nonostante le comprensibili reazioni della panchina orobica.
Il fuorigioco di Scamacca e la chiusura del caso
L’altro momento saliente dell’incontro ha riguardato il pallone mandato in rete da Gianluca Scamacca per il possibile raddoppio, immediatamente cancellato per la posizione irregolare dell’attaccante. Anche in questo frangante, l’analisi di De Marco non ha lasciato spazio a interpretazioni alternative, confermando la validità della segnalazione del fuorigioco. L’attento studio della linea di fuorigioco tracciata dalla tecnologia, elemento ormai imprescindibile per queste valutazioni, ha dimostrato come il giocatore dell’Atalanta si trovasse in avanti rispetto alla penultima difendente al momento del passaggio del compagno. Una decisione, dunque, tecnica e inappellabile, che ha portato l’ex arbitro a definire “giusto annullare la rete”, chiudendo con questo verdetto ogni ulteriore discussione su uno degli episodi che avevano infiammato la partita.




