Leapmotor B05, 218 cavalli elettrici a un prezzo da 22.900 euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’onda lunga dell’alleanza tra il colosso italo-francese Stellantis e la giovane realtà cinese, un sodalizio che ha ormai superato la fase delle semplici dichiarazioni d’intenti, si abbatte finalmente sul segmento C delle compatte. Da mercoledì scorso, lo confermano i portali dedicati alla mobilità elettrica, è ufficialmente possibile ordinare in Italia la Leapmotor B05. Si tratta, per chi avesse familiarità con le nomenclatura del Dragone, della versione per l’export della Lafa5: una berlina a due volumi dal carattere deciso che misura 4 metri e 43 centimetri di lunghezza -5 e sfoggia una carrozzeria dal coefficiente aerodinamico (Cx) pari a 0,26, un risultato reso possibile dalla griglia anteriore attiva e da soluzioni tecniche pensate per tagliare l’aria nel modo più efficiente possibile.

Sotto il cofano (posteriore, va specificato) si nasconde il vero punto di forza di questa vettura, che cerca di coniugare prestazioni e convenienza in un mercato ancora alla ricerca di un equilibrio stabile. La trazione è affidata a un singolo motore elettrico posizionato sull’asse posteriore, lo stesso che eroga una potenza di 218 cavalli. Una scelta, quella della trazione posteriore, che non è solo estetica, ma che incide direttamente sulla dinamica di guida consentendo uno scatto da 0 a 100 orari in soli 6,7 secondi. I numeri forniti dal costruttore, che includono una distribuzione dei pesi ideale del 50 a 50 messa a punto anche grazie al know-how dei tecnici Stellantis (probabilmente affinato sulle piste del centro prove di Balocco), sembrano voler posizionare la B05 non come una semplice utilitaria, ma come una sorta di “berlinetta” accessibile.

Il vero elemento dirompente, però, resta il listino, un aspetto che in un’epoca di inflazione tecnologica rischia di fare la differenza più delle specifiche tecniche. Il prezzo d’attacco è di 22.900 euro, sebbene – ed è un dettaglio non trascurabile – questa cifra faccia riferimento a un’offerta di lancio che richiede la permuta o la rottamazione di un vecchio modello. Al netto delle promozioni temporanee, la vettura parte da circa 26.900 euro, un valore che la pone comunque in diretta concorrenza con le rivali del segmento, che sia la spagnola Cupra Born o la sempreverde Volkswagen ID.3. Leapmotor punta a distinguersi con un design da coupé sportiva, portiere senza cornice (un dettaglio spesso appannaggio di vetture di categoria superiore) e tecnologie come il sistema di infotainment Leap OS 4.0 Plus, che trovano spazio su un ampio schermo centrale.

Strategie industriali e il nodo produttivo italiano

Mentre la B05 muove i primi passi sui listini nostrani, la macchina organizzativa del gruppo procede spedita su un altro fronte, forse ancor più cruciale per il futuro del marchio in Europa. Il sodalizio industriale tra il costruttore cinese e Stellantis sta entrando in una fase calda: se l’avvio della produzione spagnola nell’impianto di Saragozza (Figueruelas) appare ormai imminente – con i primi modelli attesi dalla catena di montaggio entro l’anno – l’ombra dell’Italia come possibile secondo polo europeo si fa sempre più sa. I vertici aziendali, interpellati nel corso del Salone di Pechino, non hanno escluso la possibilità di sfruttare uno degli stabilimenti nazionali del gruppo (le indiscrezioni corrono su Cassino) per assemblare i futuri modelli del brand cinese.

Questa valutazione, sebbene ancora in una fase esplorativa e senza certezze operative definitive, rappresenta un cambio di passo rispetto al passato recente, quando la produzione cinese in Europa era vista più come una minaccia che come un’opportunità di riconversione. Per Stellantis, che sta gestendo il delicato dossier della sovraccapacità produttiva in Europa, coinvolgere Leapmotor potrebbe rappresentare un modo per tenere accesi i motori (elettrici) degli stabilimenti, mentre per l’Italia si aprirebbe la possibilità di ospitare piattaforme a zero emissioni mantenendo una certa centralità industriale.

Tecnologia e autonomia: un gioco di equilibri

Tornando alla vettura che si compra oggi, la B05 si presenta all’appuntamento con il mercato forte di due opzioni di batteria, un’offerta pensata per coprire le diverse esigenze di mobilità della clientela. Si parte con un accumulatore da 56,2 kWh, che garantisce un’autonomia nel ciclo WLTP fino a 401 chilometri, cifra che sale a 482 km optando per la versione più capiente da 67,1 kWh. Leapmotor sottolinea l’adozione della tecnologia cosiddetta “Cell-to-Chassis”, dove le batterie non sono semplicemente alloggiate nel pianale, ma ne diventano parte integrante e strutturale; questo approccio, a detta dell’azienda, migliora la rigidità torsionale e ottimizza lo spazio interno senza appesantire eccessivamente la vettura.

Sulla ricarica veloce, la compatta cinese dichiara di poter passare dal 30% all’80% della capacità in circa 17 minuti, sfruttando una potenza massima di 174 kW in corrente continua. Questi dati, sebbene al momento puramente teorici e in attesa di verifica pratica su strada, collocano la vettura nella media alta del segmento per quanto riguarda la rapidità di rifornimento elettrico. L’abitacolo è pensato per la vita digitale: un display centrale da 14,6 pollici domina la plancia, mentre gli ADAS (sistemi di assistenza alla guida) promettono il livello 2 di automazione.

La strategia espositiva di Pechino e la versione Ultra

A completare il quadro dell’offensiva europea di Leapmotor – un attacco che parte da un salone automobilistico, quello di Pechino, dove il marchio ha voluto fare un figurone – arriva l’ombra lunga di una versione più cattiva, la B05 Ultra, che potrebbe fare gola agli appassionati del Vecchio Continente. Sebbene al momento il lancio della Ultra sia circoscritto al mercato cinese (qui ribattezzata Lafa5 Ultra), la sua presenza alla kermesse asiatica serve a mandare un segnale preciso sulle ambizioni del brand.

La Ultra sfoggia un kit aerodinamico dedicato e prestazioni sensibilmente superiori: il motore raggiunge i 245 cavalli, un piccolo scatto in più che permette di abbattere il muro dei 6 secondi nello 0-100 ( fermandosi a 5.9 secondi) e di guadagnare qualche chilometro di autonomia aggiuntiva – fino a 600 km nel ciclo cinese CLTC. Osservatori e addetti ai lavori vedono in questa vettura il naturale step evolutivo del marchio, che potrebbe decidere di esportarla in Europa (e quindi in Italia) qualora la risposta commerciale alla B05 “base” dovesse rivelarsi particolarmente positiva. Al momento, comunque, la gamma disponibile per chi entra in concessionaria rimane focalizzata sull’allestimento Life e Design, con la certezza che una variante ibrida (range extender) potrebbe vedere la luce più avanti, completando un’offerta che punta a non lasciare indietro nessun tipo di automobilista.

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