Tentato omicidio al cimitero dei Rotoli, caccia ai complici
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Redazione Interno
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Le indagini sul tentato omicidio di Antonino Fragali, operaio della Reset, avvenuto domenica scorsa davanti al cimitero dei Rotoli a Palermo, stanno portando alla luce dettagli inquietanti. L'uomo, colpito da almeno cinque proiettili tra torace e addome, è stato ricoverato in gravi condizioni presso l'ospedale Villa Sofia, dove è stato sottoposto a un lungo intervento chirurgico e rimane in prognosi riservata.
L'episodio, che ha visto l'aggressione avvenire alla luce del giorno e davanti a numerosi testimoni, ha assunto contorni ancora più paradossali quando si è scoperto che l'auto utilizzata per l'attacco era una vettura di cortesia. Francesco Lupo, fermato dalla polizia l'antivigilia di Natale, aveva infatti portato la sua Golf dal meccanico, ricevendo in cambio un'auto sostitutiva, che è stata poi utilizzata per la spedizione punitiva.
Le forze dell'ordine hanno già individuato i due complici che avrebbero aiutato Lupo nell'agguato. Questi, secondo le prime ricostruzioni, avrebbero accompagnato Lupo prima a picchiare e poi a sparare a Fragali. Le indagini sono ora concentrate sul movente dell'attacco, che rimane ancora oscuro.
La vicenda ha suscitato grande clamore, non solo per la brutalità dell'atto, ma anche per le modalità con cui è stato eseguito. L'utilizzo di un'auto facilmente rintracciabile e la scelta di un luogo pubblico e frequentato come il cimitero dei Rotoli hanno reso l'episodio particolarmente eclatante.
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