Ginnastica ritmica, il potere ha provato a insabbiare
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La ginnastica italiana si trova a un bivio cruciale, dopo che l'archiviazione disposta dalla Procura di Monza, all'indomani dei Giochi di Parigi, sembrava aver chiuso definitivamente la questione in favore di Emanuela Maccarani. Tuttavia, il caso è tornato alla ribalta con nuove accuse e sviluppi giudiziari che coinvolgono i vertici della Federazione Ginnastica, a pochi mesi dalle elezioni che dovrebbero rinnovarne il governo.
Le ex atlete Anna Basta e Nina Corradini hanno presentato un esposto alla Procura generale per lo Sport del Coni, che ha deciso di prendere in carico la denuncia. Le accuse riguardano presunti abusi fisici e psicologici subiti all'interno dell'Accademia della Ritmica di Desio, dove Maccarani, definita da alcune atlete come "coach ideale", avrebbe imposto allenamenti estenuanti e condizioni disumane.
Le chat recuperate dai telefoni delle attuali farfalle azzurre, pubblicate dal Corriere della Sera, rivelano un clima di tensione e sofferenza. Le atlete descrivono episodi di maltrattamenti, come lanci di bottiglie e dieci ore di allenamento senza poter bere. Questi messaggi, che sconvolgono più delle testimonianze delle ex atlete, gettano un'ombra inquietante sull'ambiente della ginnastica ritmica italiana.
Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, si è schierato a favore delle accusatrici, sottolineando l'importanza di fare chiarezza e giustizia.




