La Federginnastica volta pagina: Fabrizia D’Ottavio vicepresidente, mentre si chiude l’era Maccarani

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il cambiamento, annunciato e atteso, ha preso forma ieri con la decisione del Consiglio Direttivo della Federginnastica di risolvere anticipatamente il contratto di Emanuela Maccarani, direttrice tecnica della ritmica da tre decenni, il cui nome è legato a successi internazionali ma anche a inchieste giudiziarie per presunti maltrattamenti verso le atlete. «Riteniamo che il ciclo sia esaurito», ha dichiarato il presidente Andrea Facci, precisando che la scelta è stata presa «a prescindere dalle note vicende», sebbene il contesto abbia inevitabilmente influito.

A sostituirla ad interim, fino al 30 giugno, sarà lo stesso Facci, che ha ribadito l’intenzione di rinnovare la squadra tecnica, mentre la sezione ritmica – storicamente dominante a livello mondiale – cerca un nuovo equilibrio. Una transizione non indolore, considerando la reazione delle atlete, le cosiddette "Farfalle", che attraverso i social hanno espresso sconcerto per la mancanza di comunicazione. Martina Centofanti, una delle ginnaste più rappresentative, ha scritto su Instagram: «Ci hanno tolto la nostra allenatrice, è peggio di tre anni fa», alludendo al clima teso che già in passato aveva scosso il gruppo.

Parallelamente, la federazione ha eletto i nuovi vicepresidenti: Franco Mantero, già presidente della Palestra Ginnastica Ferrara, assumerà il ruolo di vicario, mentre Fabrizia D’Ottavio, ex atleta d’argento olimpico ad Atene 2004, diventa la prima donna a ricoprire questa carica. Un segnale di discontinuità, dopo l’elezione di Facci – 41 anni, il più giovane presidente federale italiano – che sembra voler imprimere una svolta gestionale e culturale.

Quella di Maccarani, comunque, non è una semplice sostituzione tecnica. La sua figura, legata a risultati storici ma anche a ombre giudiziarie, rappresenta un capitolo chiuso in modo netto, mentre la federazione cerca di proiettarsi verso un futuro che dovrà conciliare prestazioni e benessere delle atlete. Le indagini in corso, del resto, hanno reso inevitabile una rottura, anche se il merito sportivo – come sottolineato da Facci – rimane incontestabile.

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