La ginnastica italiana travolta dagli insulti sessisti del presidente Facci
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Redazione Sport
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Nuove ombre si addensano sulla Federginnastica, già travolta dagli scandali per presunti maltrattamenti alle atlete. Andrea Facci, eletto all’unanimità presidente lo scorso marzo, è finito nel mirino per le frasi sessiste intercettate in una conversazione telefonica con il predecessore Gherardo Tecchi, risalente al novembre 2022. In quell’occasione, i due – mentre discutevano delle strategie per contrastare le accuse mosse dalle ginnaste – si abbandonarono a commenti volgari sull’aspetto fisico di alcune atlete, tra cui Ginevra Parrini, che aveva denunciato abusi.
«Ginevra Parrini è una bella figa, è una bella figa», disse Facci, ridendo, prima di aggiungere: «Non è che se una è figa puoi farla presidente». Tecchi, dal canto suo, non si sottrasse al tono sprezzante, concordando sul fatto che alcune atlete andassero in televisione a denunciare «con la minigonna», come se l’abbigliamento potesse sminuire la gravità delle loro testimonianze. Le parole, emerse dagli atti dell’inchiesta di Monza, rivelano un clima in cui il corpo femminile viene ridotto a oggetto di battute, persino da chi dovrebbe garantire tutela e rispetto.
Non è un caso che Emanuela Maccarani, ex direttrice tecnica della ritmica licenziata da Facci proprio per le accuse di maltrattamenti, abbia definito «pericoloso» il neo presidente. Sebbene la sua posizione sia controversa, la reazione sottolinea l’ipocrisia di un sistema che, mentre condanna pubblicamente certi comportamenti, li riproduce in privato.
La telefonata, intercettata nel pieno dello scandalo che ha scosso la ginnastica ritmica, getta luce su dinamiche tossiche che vanno ben oltre i singoli episodi. Facci, oggi alla guida della federazione, rideva con Tecchi delle denunce portate in tv, sminuendole con un linguaggio che trasforma le atlete in corpi da giudicare piuttosto che atlete da ascoltare.




