Matilde Siracusano denuncia la piaga degli insulti sessisti in un video
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Redazione Interno
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Con un gesto di rottura, la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano ha deciso di mostrare pubblicamente, attraverso un video diffuso sui suoi profili social, il degrado verbale di cui è fatta oggetto. Dal suo telefono, l'esponente di Forza Italia ha letto, senza edulcorarli, alcuni dei messaggi più crudi che le vengono indirizzati con insistenza, frasi come "Vai a cucinare e poi a trom" o "Dove è uscita questa soubrette", le quali, al di là della volgarità, rivelano un substrato culturale misogino che riduce la donna a stereotipi umilianti. Quella di Siracusano non è stata una semplice esposizione di offese, bensì una replica secca e ironica, un modo per sottrarre potere agli haters e restituire alla politica un minimo di decenza, dimostrando come la reazione sia l'unica strada percorribile dinanzi a certi episodi.
Le reazioni istituzionali e la solidarietà di Schifani
Alla denuncia della sottosegretaria non hanno tardato ad arrivare le prime voci di sostegno dal mondo delle istituzioni. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha espresso piena solidarietà a Matilde Siracusano, definendo gli attacchi "ignobili" e affermando con decisione che simili comportamenti offendono la dignità di tutte le donne. Schifani ha sottolineato l'inaccettabilità, in un'epoca come quella attuale, di doversi ancora confrontare con manifestazioni di odio e volgarità che nulla hanno a che vedere con la legittima critica politica, segnalando un problema di civiltà che va ben al di là della singola persona colpita.
Un fenomeno non isolato e le esperienze passate
Quello che subisce Siracusano, del resto, non è un caso sporadico, ma l'ultimo anello di una lunga catena di abusi che lei stessa conosce fin troppo bene. La sottosegretaria ha infatti ricordato come le siano state rivolte offese "di tutti i colori" da quando ha messo piede in Parlamento, citando un episodio particolarmente virulento risalente al 2018, quando un blog del Movimento 5 Stelle la attaccò con insulti sessisti la cui portata fu amplificata in maniera esponenziale da un algoritmo. In quell'occasione, pur ammettendo di essere rimasta turbata, scelse di reagire, trasformando un'esperienza negativa in un motore di resilienza.
La risposta: denunce e un appello alla collettività
La scelta di rendere pubbliche queste aggressioni digitali va dunque interpretata come un atto politico e una presa di posizione netta. Siracusano, dichiarando di avere "le spalle larghe" e di voler procedere con una denuncia formale, lancia un messaggio chiaro a tutte le donne che si trovano nella sua stessa situazione, incoraggiandole a non subire in silenzio. Il suo gesto si inserisce in un contesto più ampio, dove altre figure femminili della politica hanno alzato la voce contro i post sessisti, indicando nella denuncia e in un cambio culturale, supportato forse da norme più stringenti, gli unici strumenti per arginare un fenomeno tanto becero quanto pericoloso.




