Nessuno tocchi Sofia Raffaeli: la ginnastica ritmica tra polemiche e solidarietà
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Redazione Sport
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Da Chiaravalle a Fabriano, dove Sofia Raffaeli si allena con dedizione, si alza un coro unanime di sostegno verso la campionessa, travolta – suo malgrado – da una bufera mediatica scatenata dalle recenti intercettazioni telefoniche che coinvolgono Julieta Cantaluppi, sua ex allenatrice. I dialoghi, diffusi da alcuni giornali, parlano di metodi duri, presunti maltrattamenti e un clima intimidatorio nei centri di preparazione, finendo per trascinare nel vortice anche la Società Ginnastica Fabriano, sebbene, è bene precisarlo, non risultino denunce né procedimenti giudiziari aperti nella città marchigiana.
La stessa Raffaeli, attraverso una dichiarazione all’ANSA, ha voluto sgombrare il campo da equivoci, definendo "speciali" i rapporti con Cantaluppi e respingendo con fermezza ogni tentativo di associare il suo nome a dinamiche estranee. "Quello che si è letto non corrisponde alla verità – ha chiarito – lasciatemi fare ginnastica in pace". Un messaggio netto, che però non basta a placare le polemiche, soprattutto dopo le rivelazioni shock apparse sulla stampa, tra cui l’episodio, mai verificato né denunciato, di una presunta umiliazione subita dall’atleta.
Leandro Santini, ex dirigente della Ginnastica Fabriano – pur non ricoprendo più ruoli ufficiali dal 2021 – ha bollato le accuse come "fango", negando ogni addebito e sottolineando l’assenza di indagini concrete. A differenza del "caso Desio", al centro di inchieste per maltrattamenti con l’ex ct Emanuela Maccarani imputata, a Fabriano non si registrano passaggi di atti dalla procura di Monza, né nuovi filoni ispettivi.




