Malagò e il caso Federginnastica: Raffaeli respinge le accuse, la ginnastica italiana nel vortice delle polemiche

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha preferito non addentrarsi nei dettagli giudiziari quando, durante il Premio ASI Sport&Cultura, è stato interpellato sulla bufera che investe i vertici della ginnastica italiana. Le intercettazioni tra Andrea Facci, ex presidente della Federginnastica, e Gherardo Tecchi, già segretario generale, hanno riportato alla luce un linguaggio sessista e offensivo, alimentando un dibattito già infiammato da altre inchieste. Malagò, pur evitando di assumere il ruolo di giudice, ha implicitamente riconosciuto la gravità di un clima che rischia di offuscare l’immagine dello sport nazionale.

Nel frattempo, Sofia Raffaeli, campionessa di ginnastica ritmica, ha rotto il silenzio con toni netti, respingendo qualsiasi connessione tra sé, la società Fabriano e le polemiche scatenate dalle registrazioni. «Lasciatemi allenare in pace», ha dichiarato, sottolineando come il suo rapporto con l’ex allenatrice Julietta Cantaluppi sia sempre stato positivo, contrariamente a quanto emerso in alcune ricostruzioni giornalistiche. Le sue parole, rilasciate all’ANSA, sembrano voler mettere un punto fermo su tentativi di coinvolgimento in vicende che, a suo dire, non la riguardano.

L’origine della controversia affonda le radici nel 2022, quando le ginnaste Anna Basta e Nina Corradini denunciarono presunti maltrattamenti subiti sotto la guida di Emanuela Maccarani, ex tecnica di Desio e della Nazionale, ora imputata in un procedimento giudiziario. Se la posizione della sua assistente, Olga Tishina, è stata archiviata, un’intercettazione ha riaperto il dibattito: in una conversazione con una collega di Prato, Tishina avrebbe descritto metodi ancora più duri attribuiti a Cantaluppi a Fabriano. Un’accusa che, sebbene non abbia ancora avuto riscontri ufficiali, ha scatenato reazioni immediate.

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