Puglia si prepara per un futuro senza l'obbligo vaccinale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La regione Puglia sta dimostrando una forte determinazione nel mantenere gli obblighi vaccinali. Questo avviene in seguito alle istruttorie aperte dal Garante della Privacy su controversie legate ai vaccini anti Covid e papilloma virus. Ora, la regione sta proponendo un piano per proteggersi da un'eventuale abrogazione della legge Lorenzin.

Proposta di cautela

I consiglieri regionali Fabiano Amati e Paolo Campo, rispettivamente di Azione e Partito Democratico, stanno lavorando su una proposta che potrebbe essere definita come una norma 'anti Borghi'. Questa proposta mira a mantenere l'obbligo vaccinale, nonostante le recenti proposte della Lega di passare a una semplice raccomandazione vaccinale per i minori fino a 16 anni.

Preoccupazioni mediche

I professionisti del settore medico sostengono che rimuovere l'obbligo vaccinale sarebbe pericoloso. Se l'obbligo venisse sostituito con una semplice raccomandazione, la popolazione più fragile sarebbe la prima a risentirne. Questo perché sarebbero più a rischio in caso di diffusione di virus come morbillo, rosolia, varicella o parotite.

Reazioni politiche

La Lega non ha partecipato ai lavori della commissione Sanità del Senato, dopo che è diventato chiaro che l'emendamento di Claudio Borghi sui vaccini sarà reso inammissibile. Questo ha portato a importanti differenze nella maggioranza anche in un provvedimento importante come il decreto Liste d'attesa.

La posizione dei pediatri

I pediatri si oppongono all'idea di cancellare l'obbligo vaccinale nei bambini e ragazzi fino a 16 anni contro 12 malattie. Questa proposta è stata avanzata dal senatore leghista Claudio Borghi. L'emendamento, che dovrebbe essere giudicato inammissibile per estraneità di materia, avrebbe riportato le lancette normative indietro fino al 2017. In quell'anno, l'allora ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, introdusse l'obbligo perché la copertura vaccinale era all’ 87,2%, lontano dalla soglia minima raccomandata del 95% e si rischiava andare incontro a pericolosi focolai di morbillo.

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