Il dibattito sull'obbligo vaccinale in Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La proposta di abolire l'obbligo vaccinale in Italia ha suscitato preoccupazione tra gli igienisti. Secondo loro, tale mossa non ha alcun fondamento scientifico e potrebbe vanificare gli sforzi compiuti negli ultimi anni per combattere le malattie infettive. Inoltre, potrebbe favorire la comparsa di nuovi episodi epidemici di malattie che non possono essere considerate né sconfitte né banali.

La posizione degli igienisti

Giovanni Gabutti, coordinatore del gruppo di lavoro 'Vaccini e Politiche vaccinali' della Società Italiana d'Igiene (SItI), ha espresso preoccupazione per l'emendamento al decreto liste d'attesa che propone l'abolizione dell'obbligo vaccinale per morbillo, rosolia, parotite e varicella.

La legge Lorenzin

La "legge Lorenzin", introdotta nel 2017 dall'allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin, rende obbligatorie e gratuite 10 vaccinazioni per i minori da 0 a 16 anni. Queste vaccinazioni proteggono da malattie come poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo B, morbillo, rosolia e varicella.

La proposta del senatore Borghi

Il 7 luglio, il senatore della Lega Claudio Borghi ha presentato una proposta legislativa per abrogare la "legge Lorenzin". Tuttavia, la sua proposta è stata criticata da tutta la comunità medico-scientifica.

La reazione di Gasparri

Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato per FI, ha bocciato l'emendamento presentato dalla Lega per rivedere l'obbligo vaccinale per i minori. Secondo Gasparri, l'emendamento non passerà e non rappresenta il punto di vista del governo e della maggioranza. Ha inoltre sottolineato l'importanza di affidarsi alle previsioni della scienza quando si tratta della salute dei bambini.

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