Grido d'allarme del Tribunale di Napoli Nord
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Redazione Interno
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Caivano, un comune campano noto per le sue difficoltà sociali, è recentemente diventato il simbolo della rinascita sociale e civile del Paese. Il 28 novembre scorso, il governo ha avviato gli sgomberi degli alloggi occupati abusivamente nel Parco Verde, un'area tristemente famosa per il potere camorristico che vi si annida. Tuttavia, l'attenzione del Ministero della Giustizia non si è fermata qui: il grido di aiuto del Procuratore della Repubblica Maria Antonietta Troncone, che ha denunciato alla stampa locale la mancanza endemica di personale negli uffici giudiziari, ha trovato ascolto.
Nel Parco Verde di Caivano, l'atmosfera è carica di tensione. Le operazioni di sgombero delle 36 famiglie che da anni occupavano abusivamente gli appartamenti di edilizia popolare proseguono, non senza resistenze. Alcuni nuclei familiari, infatti, stanno cercando di ostacolare l'esecuzione dello sgombero. Un gruppo di donne si è incatenato al cancello della scuola Parco Verde 3, trascorrendo la notte al freddo e manifestando la propria rabbia nei confronti delle istituzioni, accusate di averle abbandonate senza alcun tipo di supporto o assistenza.
Le case popolari sgomberate, alcune delle quali presentavano interni sfarzosi con vasche idromassaggio, mobili laccati, pavimenti in marmo e finiture dorate, erano abitate da persone che non ne avevano diritto, sia per questioni di reddito, sia perché pregiudicate e risultate vicine alla camorra. Le forze dell'ordine hanno liberato i 36 alloggi del rione Parco Verde, ma le proteste di un gruppo di mamme sono immediatamente esplose.
La situazione a Caivano è complessa e delicata. Da un lato, vi è la necessità di ripristinare la legalità e di liberare gli alloggi occupati abusivamente; dall'altro, emerge il dramma umano di famiglie che si sentono abbandonate dalle istituzioni.




