Allerta droni in Polonia e crisi alla centrale di Zaporizhzhia: tensioni ai confini della NATO

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nuove tensioni hanno solcato i cieli della Polonia, dove secondo alcune fonti giornalistiche ucraine sei caccia F-16 sono stati fatti decollare per intercettare una potenziale minaccia. L’episodio, che si inserisce in un contesto di continua pressione militare ai confini orientali dell’Alleanza Atlantica, è stato tuttavia prontamente smentito dalle autorità di Varsavia, le quali, pur senza fornire dettagli operativi, hanno di fatto negato l’incursione di velivoli non identificati nel proprio spazio aereo. Questa divergenza di versioni accende i riflettori sulla fragilità di un’area geopolitica costantemente in bilico.

La chiusura dello spazio aereo polacco

Intanto, le autorità polacche hanno disposto la chiusura temporanea dello spazio aereo nelle vicinanze delle città sudorientali di Lublino e Rzeszow. La misura cautelare è stata giustificata con “l’attività dell’aviazione a lungo raggio della Federazione Russa” in territorio ucraino. Il comando operativo delle forze armate ha precisato che aerei polacchi e alleati hanno iniziato a operare nello spazio aereo nazionale, senza però confermare l’effettivo ingresso di droni nemici.

La minaccia degli Shahed iraniani

I velivoli senza pilota al centro della presunta incursione sono i droni kamikaze di fabbricazione iraniana della serie Shahed. La Russia fa un uso massiccio di questi strumenti bellici, colpendo sistematicamente obiettivi sia militari che civili oltre il fronte ucraino. La loro caratteristica di essere difficilmente rilevabili e il costo contenuto li rendono una minaccia persistente e insidiosa, capace di testare le difese aeree dei Paesi confinanti.

L'allarme per la centrale nucleare di Zaporizhzhia

Parallelamente, dall’Ucraina giungono notizie allarmanti sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Il presidente Volodymyr Zelensky ha denunciato che l’impianto, il più grande d’Europa, verserebbe in condizioni critiche da sette giorni a causa di un’interruzione di corrente. La centrale si troverebbe in una situazione senza precedenti dopo essere stata scollegata dalla rete elettrica a seguito dei bombardamenti russi, un evento che espone la regione a rischi di difficile calcolo.

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