Borsa oggi 13 luglio: mercati sotto pressione, crolla il Kospi e Sk Hynix, vola il petrolio per le tensioni Usa-Iran
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Redazione Economia
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L'avvio di settimana per i mercati globali si tinge di rosso, scosso da una nuova e improvvisa escalation in Medio Oriente che, come un ciclone, riporta in auge la volatilità su azioni, materie prime e valute. Gli attacchi del fine settimana tra Stati Uniti e Iran, accompagnati da versioni contrastanti sulla possibile chiusura dello stretto di Hormuz, hanno risvegliato gli istinti più prudenti degli investitori, gettando un'ombra lunga sui listini asiatici.
In questa cornice di incertezza, il greggio torna a correre, mentre le borse del Vecchio Continente si avviano a un avvio cauto, con Milano che cerca di resistere all'onda d'urto grazie al traino dei titoli energetici.
Il crollo di Seul e il tracollo dei chip asiatici
La seduta si apre con un vero e proprio tonfo per la borsa sudcoreana, dove il Kospi segna un crollo che sfiora il 9%, mettendo a segno una delle peggiori performance degli ultimi mesi. A finire sul banco degli imputati è in particolare il comparto tecnologico, con il colosso dei semiconduttori Sk Hynix che subisce un forte ribasso, trascinando con sé l'intero indice.
Le vendite sul tech asiatico riflettono il clima di avversione al rischio che si è impadronito dei trader, preoccupati non solo per le tensioni geopolitiche ma anche per le possibili ripercussioni sulle catene di approvvigionamento globali. La paura di un conflitto allargato che possa coinvolgere le principali rotte marittime del Golfo Persico ha di fatto innescato una fuga selettiva dai settori più esposti alla congiuntura internazionale, penalizzando duramente le piazze orientali.
Il petrolio vola e sorregge Piazza Affari
Sul fronte delle materie prime, il greggio torna prepotentemente protagonista, con i prezzi che schizzano oltre la soglia dei 79 dollari al barile, alimentati dai timori per un'eventuale interruzione dell'offerta. Questa spinta rialzista si riflette immediatamente sui listini europei e, in particolare, su Piazza Affari, dove i titoli del comparto energetico avanzano decisi già dalle prime battute. Eni, Saipem e Tenaris guidano il rimbalzo della borsa milanese, che riesce così a mantenersi sostanzialmente stabile, azzerando il calo iniziale che aveva caratterizzato l'avvio della seduta.
L'attenzione degli operatori si concentra proprio su questi big, mentre il resto d'Europa appare più incerto: Parigi, Francoforte, Amsterdam e Madrid cedono fra lo 0,1 e lo 0,2%, segnale evidente di una cautela diffusa che tiene banco in attesa di sviluppi più chiari.
Le parole di Descalzi e il risiko bancario
Nel vivo delle contrattazioni, fa rumore l'intervento dell'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, che ha lanciato un vero e proprio allarme sul futuro del mercato petrolifero. Secondo il manager, qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi senza soluzione di continuità, il settore potrebbe raggiungere un "punto di rottura" già entro il primo trimestre del 2027, con conseguenze inflattive significative e un inevitabile freno alla domanda globale di energia.
Sul fronte del credito, invece, si registra un'altra mossa importante: Intesa Sanpaolo ha ufficialmente indicato JP Morgan nel ruolo di sole M&A e lead financial advisor nell'ambito dell'offerta su Monte dei Paschi, un passaggio che segna una tappa fondamentale nell'operazione di consolidamento del sistema bancario italiano. Intanto, il dollaro si mantiene solido, l'oro arretra leggermente e Bitcoin prosegue la sua discesa, completando un quadro di mercato dominato dalla fuga verso asset rifugio e dall'attesa per i prossimi dati macroeconomici e le trimestrali delle banche americane.




