Il ritorno di Sinner al numero 1, tra vittorie, inno di Mameli e un calendario da decifrare
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Redazione Sport
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Jannik Sinner è di nuovo il numero 1 del mondo, e il modo in cui ha riconquistato la vetta del ranking ATP – per certi versi – racconta molto più di una semplice promozione in classifica. L’azzurro, fresco del primo Masters 1000 su terra rossa della sua carriera, quello vinto domenica a Montecarlo contro il solito Carlos Alcaraz, ha approfittato del successo monegasco per scavalcargli nuovamente la posizione: adesso lo slovacco guida il circuito con una settimana di vantaggio (67 contro le 66 dello spagnolo) e ha eguagliato il suo rivale anche nel numero di titoli nella categoria. Un dato, quest’ultimo, che passa quasi in secondo piano se si considera il contesto.
Un inno cantato davanti al principe, e quelle vecchie accuse sudtirolesi
A far discutere – per la verità con un’eco perlopiù positiva – non è stato soltanto il rovescio lungolinea o la solidità mentale mostrata nel Principato. Durante la cerimonia di premiazione, con il principe Alberto II di Monaco a presenziare e il tricolore che saliva sul centrale, Sinner ha intonato l’inno di Mameli. Un gesto, a suo dire spontaneo (“Sì, ho cantato l’inno di Mameli a Montecarlo. Essere italiano è qualcosa di speciale, non lo puoi scegliere”), che per molti appassionati stranieri – abituati a un certo rigore cerimoniale – è parso quasi inatteso. Lo stupore, va detto, affonda le sue radici in un passato non lontano: quando il giocatore, per via delle origini sudtirolesi e della residenza proprio a Montecarlo, era stato accusato da qualche voce critica di scarso attaccamento ai colori azzurri. I fatti di questi giorni, invece, hanno ribaltato quella narrazione. Sinner, dal canto suo, non ha mai replicato a quelle polemiche, limitandosi a lavorare e a vincere.
“Sarà pericoloso”: il giudizio di Alcaraz e il livello sulla terra battuta
Lo stesso Alcaraz, appena sconfitto e scavalcato in graduatoria, ha usato parole che pesano come macigni nel circuito. “Non mi sorprende affatto – ha dichiarato il murciano – perché abbiamo già visto il livello di Jannik sulla terra battuta l’anno scorso al Roland Garros. Sta migliorando di anno in anno, e sta raggiungendo un livello che sarà davvero pericoloso per chiunque. Ha gli strumenti per vincere qualsiasi torneo su questa superficie, e ovviamente anche sulle altre”. Un riconoscimento, il suo, che arriva da chi sulla terra rossa ha costruito parte della propria fama. Per Sinner, che solo pochi anni faticava a trovare il passo giusto sul rosso, questa è una consacrazione tecnica oltre che numerica.
Riposo, famiglia e il grande punto interrogatorio: Madrid, sì o no?
Finita la settimana di Montecarlo, il numero 1 ha scelto la pausa. Qualche giorno di vacanza con la fidanzata, amici e parenti, lontano dai campi e dalle pressioni. Poi il pensiero corre già agli Internazionali di Roma, obiettivo dichiarato. Ma in mezzo c’è Madrid: il Masters 1000 spagnolo in programma dal 22 aprile al 2 maggio. “Devo valutare, deciderò nei prossimi giorni” – ha detto Sinner – lasciando aperto ogni scenario. Le ultime settimane, per lui, sono state massacranti: tra impegni, viaggi e partite ad altissimo livello, il fisico chiede conto. E la prudenza, in un’annata che potrebbe regalare ancora molto, diventa una virtù. Per ora, il mondo del tennis osserva. E aspetta.




