Stefano De Martino e la richiesta a Carlo Conti per Sanremo 2027: “Non spegnere il telefono”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’ufficialità è arrivata come un fulmine a ciel sereno, o forse no, nel corso della serata finale del Festival appena conclusosi, quando Carlo Conti, con un gesto inedito per la storia della kermesse, è sceso in platea per consegnare simbolicamente il testimone a Stefano De Martino. Il conduttore di Affari Tuoi, visibilmente emozionato per quell’investitura avvenuta davanti agli occhi di milioni di telespettatori, ha ricevuto non solo la conduzione ma anche la direzione artistica del Festival di Sanremo 2027, un pacchetto completo di responsabilità che pochi ereditano con un simile anticipo. Mentre l’eco delle polemiche sulle presenze femminili e le classifiche finali si affievoliva, l’attenzione di addetti ai lavori e appassionati si è subito spostata sul futuro prossimo della manifestazione, un futuro che avrà il volto e lo stile del trentasettenne showman napoletano.

Nei primi contatti successivi all’annuncio, è emerso un retroscena che delinea il carattere dell’approccio di De Martino all’imponente macchina sanremese. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare per un personaggio che ha scalato le classifiche di ascolto in solitaria, la sua prima mossa è stata quella di chiedere supporto e continuità. La richiesta, rivolta proprio a Carlo Conti, è stata quella di non abbandonarlo del tutto: “Non spegnere il telefono”, gli ha sussurrato De Martino, ottenendo dal diretto interessato la promessa di una presenza costante e di una linea sempre aperta per consigli e confronti. Una confessione pubblica, quella della necessità di un mentore, che suona come una strategia di lavoro prudente e meditata, lontana da qualsivoglia tentazione di stravolgere ciò che ha funzionato. In fondo, la sua preparazione per l’edizione 2027 è già cominciata con una fase che lui stesso ha definito di “studio”, fatta di letture approfondite e di analisi delle enciclopedie che raccontano le metamorfosi del Festival nel corso dei decenni.

De Martino, però, non sarà lasciato solo a gestire l’enorme mole di lavoro che comporta la selezione dei brani e la cura del profilo musicale della gara. La Rai, attraverso le parole di Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time, ha annunciato che al suo fianco, per la direzione artistica musicale, ci sarà una figura di provata esperienza e di respiro internazionale: Fabrizio Ferraguzzo. Produttore e manager, già artefice dei successi discografici di artisti come i Måneskin e Achille Lauro, nonché membro della Recording Academy dei Grammy Awards, Ferraguzzo avrà il compito di affiancare De Martino nella cernita dei big e nella costruzione dell’impianto sonoro della manifestazione, disimpegnando il conduttore da una parte della fatica per permettergli di concentrarsi maggiormente sulla regia televisiva e sull’intrattenimento puro. La scelta di un professionista del settore, con un curriculum di tutto rispetto, è un segnale chiaro sulla volontà di mantenere alto il livello qualitativo della kermesse, garantendo al tempo stesso una rete di sicurezza per il debuttante.

L’ossatura della squadra e i primi nodi da sciogliere per il dopo-Conti

Se per la componente musicale la scelta sembra orientata su un nome di peso, per quanto riguarda la cosiddetta “galassia” comica e di contorno le ipotesi si moltiplicano, sebbene nessuna decisione sia ancora stata presa. La sensazione, stando ai primi ragionamenti, è che De Martino potrebbe attingere a piene mani dal suo serbatoio di fiducia, quei volti e quei talenti che lo hanno affiancato negli ultimi anni nelle sue avventure televisive, da Made in Sud a Stasera tutto è possibile. Si parla di comici come Francesco Paolantoni, Peppe Iodice, e Giovanni Esposito, figure con le quali esiste un affiatamento collaudato, un’intesa che potrebbe rivelarsi fondamentale per gestire la durata e la tensione delle cinque serate. L’idea di circondarsi di una squadra fidata, che parli il suo stesso linguaggio, segue del resto l’insegnamento di altri grandi conduttori, come Amadeus, che hanno costruito il loro successo sanremese proprio sulla fedeltà e sulla continuità del proprio gruppo di lavoro.

Parallelamente alla costruzione della squadra, iniziano a delinearsi anche le prime questioni strutturali che De Martino dovrà affrontare. La più spinosa, ereditata dalla gestione Conti ma destinata a riproporsi con forza, riguarda la presenza femminile nella competizione canora. Carlo Conti, durante la sua edizione, aveva dovuto respingere le critiche sulla disparità di genere tra i cantanti in gara, giustificandola con la predominanza di proposte maschili giunte dalle case discografiche. Il tema, caldo e ciclico, tornerà certamente d’attualità, e peserà sulle spalle del nuovo direttore artistico la responsabilità di riequilibrare, nei limiti del possibile, una rappresentanza che in passato ha visto pochissime donne alla guida del Festival (l’ultima conduttrice unica fu Antonella Clerici nel lontano 2010). Una sfida, questa, che si aggiunge alla pressione naturale di dover gestire la macchina sanremese dopo due edizioni (quelle di Conti) che hanno rispettato le aspettative di pubblico, ma che ora guardano a un rinnovamento generazionale e stilistico incarnato proprio dalla figura di Stefano De Martino.

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