La cometa interstellare 3I/ATLAS si avvicina, la Nasa chiude il caso sull'origine aliena
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’oggetto celeste noto come 3I/ATLAS, che solca il nostro sistema solare da luglio, sta progressivamente riducendo la distanza che lo separa dalla Terra, un avvicinamento che, sebbene non comporti alcun rischio di collisione, renderà la sua osservazione sempre più agevole per gli appassionati. Mario Giuseppe Guarcello, Primo Ricercatore INAF presso l’Osservatorio Astronomico di Palermo, ha infatti precisato all’AGI che il prossimo 9 dicembre la cometa si troverà a 1.838 unità astronomiche dal nostro pianeta, una posizione che ne favorirà la visibilità in buone condizioni di luce tra l’Ovest celeste e il Sud-Ovest, in una regione di cielo compresa tra le costellazioni della Vergine e del Leone.
Le immagini definitive della Nasa
A fugare ogni residuo dubbio sulla natura di questo visitatore interstellare, che per settimane ha alimentato speculazioni fantasiose circa una sua presunta origine artificiale, sono giunte le immagini diffuse dalla Nasa nel corso di una conferenza stampa trasmessa in streaming. Le fotografie, catturate da prospettive più ravvicinate – sebbene il concetto di vicinanza rimanga relativo quando si applica alle distanze cosmiche –, forniscono una visione finalmente chiara e dettagliata dell’oggetto, del quale si è potuto analizzare il comportamento. L’ente spaziale statunitense, riprendendo le proprie attività non essenziali dopo la conclusione dello shutdown governativo, ha così potuto dedicare la dovuta attenzione a questo fenomeno astronomico, mostrando al pubblico gli scatti finora conservati e, al contempo, ponendo fine a un dibattito divenuto ormai superfluo.
La conferma scientifica: è una cometa
Le analisi condotte con un’ampia batteria di strumenti scientifici, che include rover marziani, telescopi spaziali e missioni dedicate allo studio del Sole, hanno confermato in modo inequivocabile che 3I/ATLAS possiede tutte le caratteristiche di una cometa. Durante il briefing, Amit Kshatriya, amministratore associato dell’agenzia, ha ribadito con chiarezza come l’oggetto, scoperto lo scorso luglio dal telescopio ATLAS in Cile, sia appunto una cometa e nulla più, smentendo in maniera definitiva le teorie che lo volevano riconducibile a tecnologie aliene. I dati, raccolti da oltre una dozzina di fonti diverse, concordano nell’identificarlo come un Corpo ghiacciato proveniente da un altro sistema stellare, il cui passaggio non rappresenta, in ogni caso, una minaccia per la Terra.
Un evento per l'osservazione astronomica
Il progressivo avvicinamento di 3I/ATLAS, sebbene non sia percepibile a occhio nudo data l’enorme distanza che ancora lo separa da noi, costituisce un’occasione significativa per gli astronomi, i quali potranno studiarne la composizione e la traiettoria con una precisione senza precedenti. La sua luminosità, seppur tenue, sarà comunque rilevabile con l’ausilio di strumenti adeguati, offrendo agli osservatori un raro spettacolo celeste. La sua appartenenza alla categoria delle comete interstellari, una classe di oggetti estremamente rara, rende questo evento ancor più prezioso per la comunità scientifica, che ha ora l’opportunità di esaminare da vicino un frammento di un mondo lontanissimo.




