Le pagelle di Cacciari: Sinner un carrarmato, Alcaraz di sinistra
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Redazione Sport
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Massimo Cacciari, il noto filosofo ed ex politico, ha consegnato la sua personale pagella ai due dominatori incontrastati del tennis mondiale, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, con un giudizio che travalica il campo da gioco per addentrarsi in un territorio di metafore politiche e caratteriali. Alla vigilia delle Atp Finals di Torino, l'analisi di Cacciari, che qualcuno potrebbe ritenere ardita ma che indubbiamente colpisce per efficacia, dipinge il tennista azzurro come un "carrarmato", un'immagine di potenza inarrestabile e di progressione metodica. Al giovane spagnolo, invece, viene attribuita un'etichetta che risuona di un certo bagaglio culturale: "di sinistra", forse a volerne sottolineare la creatività, il genio imprevedibile e un approccio al gioco che sembra sfidare i canoni più tradizionali.
Il duello che appassiona il mondo
Sinner e Alcaraz, che sembrano ormai destinati a incrociare le loro racchette anche nella fase conclusiva del prestigioso torneo torinese, hanno plasmato una rivalità che, per intensità e qualità del gioco proposto, richiama alla memoria degli appassionati epiche sfide del passato. I due atleti, infatti, si sono spartiti tutti i titoli del Grande Slam negli ultimi ventiquattro mesi, ergendosi a unici e veri numi tutelari di un circuito che fatica a trovare avversari in grado di contrastarne la supremazia. Lo spagnolo, da parte sua, può contare sulla certezza matematica di chiudere la stagione in vetta alla classifica mondiale, un traguardo che corona una annata di altissimo livello.
Un'annata trionfale per l'azzurro
Jannik Sinner, dal canto suo, punta a coronare un'annata memorabile, la stessa che gli ha già regalato il trionfo sui leggendari prati di Wimbledon e la conquista dell'Australian Open. Il suo tennis, definito non a caso "meccanico" da alcuni osservatori per la precisione e la potenza dei colpi, sembra trovare nel termine "carrarmato" utilizzato da Cacciari una perfetta rappresentazione ideologica. Si tratta di una macchina da guerra agonistica, la cui marcia inesorabile, fatta di diritto e rovescio implacabili, sta riscrivendo la storia recente di questo sport.
Metafore che vanno oltre il campo
Le parole del filosofo veneziano, inevitabilmente, sollevano un velo su come il fenomeno sportivo possa essere interpretato attraverso lenti diverse da quelle puramente tecniche. L'accostamento, per quanto suggestivo e limitato all'ambito delle prestazioni atletiche, offre uno spunto di riflessione sul modo in cui le personalità pubbliche vengono percepite e raccontate. La loro rivalità, che per molti aspetti ricorda quella che per anni ha infiammato il tennis mondiale con Roger Federer e Rafael Nadal, si arricchisce così di un ulteriore strato narrativo, che va ben oltre il semplice conteggio dei winner e degli errori non forzati.




