Mario Roggero resta in carcere: il tribunale di sorveglianza di Torino dice no al differimento della pena

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mario Roggero resta in carcere a Bollate. Il Tribunale di sorveglianza di Torino ha rigettato l'istanza di differimento dell'esecuzione della pena presentata dalla difesa del gioielliere 72enne, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante l'assalto alla sua gioielleria di Grinzane Cavour, nell'aprile 2021.

I legali avevano chiesto in via principale la sospensione della detenzione in attesa che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si pronunci sulla domanda di grazia; in subordine, avevano sollecitato gli arresti domiciliari. La Procura generale aveva espresso parere negativo su entrambe le opzioni e i giudici torinesi hanno confermato la permanenza del settantaduenne in istituto penitenziario.

Le motivazioni dell'ordinanza

Nell'ordinanza, depositata dopo l'udienza del 9 settembre, il collegio presieduto da Marco Viglino con Eleonora Carsana come giudice relatore ha qualificato il differimento in pendenza di una domanda di grazia come «ipotesi residuale, quasi del tutto priva di elaborazione giurisprudenziale». Per concederlo, secondo i giudici, sarebbe necessario un fumus boni iuris talmente evidente da giustificare una «quasi irrispettosa intrusione della magistratura di sorveglianza in un ambito che costituisce prerogativa esclusiva del Capo dello Stato».

Una condizione che il tribunale non ha ritenuto sussistere nel caso di Roggero.

Il bilancino e lo shock emotivo

I giudici hanno ripercorso i fatti al centro della vicenda, ricordando che la vicenda resta «estremamente divisiva anche a livello di opinione pubblica». Pur essendo stata esclusa la legittima difesa, nell'ordinanza si legge che «appare indubbio come non si possa misurare la reazione di una persona ingiustamente aggredita con la precisione del bilancino da farmacista», potendosi ipotizzare in simili frangenti «l'esplosione di una sorta di shock emotivo capace di indurre la vittima a condotte inconsulte».

Proprio la presenza di ragioni contrapposte ha portato il collegio a escludere un intervento preventivo, rimanendo «riservata alla volontà presidenziale l'eventuale modifica totale, parziale o condizionata della situazione attuale».

Il possibile effetto sfavorevole del differimento

Un ulteriore passaggio dell'ordinanza riguarda un paradosso segnalato dai giudici: la concessione del differimento potrebbe risultare perfino sfavorevole a Roggero qualora il Capo dello Stato decidesse di accordare una grazia soltanto parziale. Il periodo di pena sospeso non verrebbe infatti scontato e potrebbe così ritardare il raggiungimento dei requisiti temporali necessari per accedere ai benefici penitenziari.

La richiesta di grazia e i prossimi passaggi

La domanda di grazia era stata presentata dalla moglie di Roggero, Mariangela Sandrone, e l'istruttoria è avviata al Ministero della Giustizia. Il rigetto del tribunale di sorveglianza non ne condiziona l'esito. Sul fronte giudiziario, per il 16 settembre è fissata un'analoga udienza davanti al Tribunale di sorveglianza di Milano, competente per il carcere di Bollate, anche se la pronuncia torinese potrebbe condurre a un non luogo a provvedere.

Il vicepremier Matteo Salvini ha commentato la decisione annunciando che a Pontida sarà allestito un gazebo per la raccolta fondi destinata a sostenere le spese legali del gioielliere.

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