Mario Roggero dal carcere, nuovo appello al Quirinale per la grazia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mario Roggero dal carcere torna a chiedere che il Quirinale valuti la sua richiesta di grazia con attenzione e umanità, oltre le polemiche che hanno accompagnato la sua vicenda giudiziaria. Il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due uomini dopo la rapina al suo negozio e aver ferito un terzo, ha espresso la sua posizione durante un colloquio riportato da La Stampa. Le sue parole sono state riferite anche dopo la visita ricevuta nel carcere di Bollate dal senatore leghista Giorgio Bergesio.

L'appello di Roggero sulla richiesta di grazia

Nel confronto avvenuto durante la detenzione, Mario Roggero ha spiegato che la sua speranza è che il presidente Mattarella prenda in esame la richiesta di grazia senza fermarsi alle discussioni pubbliche che hanno segnato il caso. Il gioielliere ha chiesto che la sua situazione venga considerata con attenzione e umanità, ribadendo il suo appello al Quirinale. La richiesta arriva dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi legata ai fatti avvenuti il 28 aprile 2021, quando la sua attività era stata assaltata da alcuni uomini.

La vicenda di Grinzane Cavour ha portato Mario Roggero in carcere a Bollate, dove è recluso dal 17 luglio. Durante la visita del senatore piemontese della Lega Giorgio Bergesio, il gioielliere ha raccontato le condizioni della sua detenzione e ha parlato delle sue principali preoccupazioni. Tra queste, secondo quanto riferito dal senatore dopo l'incontro, c'è la situazione della moglie e delle figlie rimaste sole a gestire la gioielleria riaperta dopo i fatti che hanno portato al procedimento giudiziario.

Le condizioni della detenzione nel carcere di Bollate

Nel racconto fatto durante il colloquio, Roggero ha spiegato che nel carcere di Bollate i detenuti possono rimanere fuori dalle celle per 13 ore al giorno, dalle 8 alle 21, muovendosi negli spazi consentiti e rispettando le regole della struttura. Le sue parole hanno riguardato anche la quotidianità della detenzione e il modo in cui sta affrontando questo periodo. Il gioielliere si è detto fiducioso per le prossime settimane, collegando questa speranza anche all'esame della richiesta di grazia.

Il confronto con Giorgio Bergesio ha riportato al centro anche gli aspetti personali della vicenda. Secondo quanto riferito dal senatore cuneese, la principale apprensione di Roggero riguarda la moglie e le figlie che si trovano a portare avanti il lavoro nel negozio. La gioielleria, infatti, è stata riaperta, ma il gioielliere ha espresso timori per la situazione familiare legata alla gestione dell'attività dopo quanto accaduto.

La vicenda giudiziaria dopo la rapina del 2021

Mario Roggero è stato condannato per aver ucciso due degli uomini che nell'aprile 2021 avevano rapinato la sua attività e per aver ferito un terzo uomo coinvolto nell'assalto. La condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi ha portato il gioielliere alla detenzione nel carcere di Bollate. Nel nuovo appello riportato da La Stampa, Roggero ha chiesto che la propria posizione venga valutata dal presidente Mattarella andando oltre le polemiche che hanno accompagnato il caso.

Le dichiarazioni arrivate dal carcere aggiungono un nuovo capitolo alla vicenda del gioielliere di Grinzane Cavour, con l'attenzione concentrata sulla richiesta di grazia e sulle condizioni vissute durante la detenzione. Roggero ha affidato il suo messaggio alla richiesta di una valutazione attenta del caso, mentre attraverso la visita del senatore Bergesio sono emersi anche gli aspetti legati alla sua vita familiare e alla preoccupazione per la gestione della gioielleria.

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