Mario Roggero entra in carcere, la grazia non ferma i risarcimenti
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Redazione Interno
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Mario Roggero è entrato nel carcere di Bollate il 17 luglio per scontare la condanna a 14 anni e nove mesi di detenzione, mentre resta aperta la questione dei risarcimenti riconosciuti ai familiari delle persone coinvolte nella vicenda giudiziaria. La moglie Mariangela Sandrone ha chiesto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella “un atto di clemenza e di umanità”, con l’obiettivo che Roggero possa trascorrere gli ultimi anni della sua vita insieme alla famiglia. Nelle stesse ore, però, i legali dei familiari dei due rapinatori uccisi e dell’uomo rimasto ferito hanno annunciato la disponibilità a procedere con i pignoramenti per recuperare le provvisionali stabilite dai giudici.
La condanna e l’ingresso nel carcere di Bollate
Il gioielliere Mario Roggero, 72 anni, è stato condannato per l’omicidio di due persone e per il ferimento grave di una terza, dopo la rapina tentata nella sua gioielleria di Grinzane Cavour. La pena stabilita dai giudici è di 14 anni e nove mesi di detenzione e l’ingresso nel penitenziario milanese è avvenuto il 17 luglio. Intorno alla vicenda è emerso anche il tema dell’età del condannato, con il dibattito sulla possibilità che una persona di 72 anni possa scontare una pena in carcere, ma Roggero non è l’unico detenuto anziano presente negli istituti italiani.
La permanenza in carcere di Mario Roggero ha riportato l’attenzione anche sulla situazione dei detenuti con più di 70 anni. Secondo quanto riportato, in Italia quasi il 10% della popolazione detenuta è composta da persone over 70, elemento utilizzato nel dibattito pubblico per affrontare la questione dell’età dei condannati. La richiesta di grazia avanzata dalla moglie si inserisce quindi dopo l’esecuzione della condanna e mentre proseguono gli effetti della decisione giudiziaria sui diversi soggetti coinvolti.
La richiesta di grazia e le iniziative a sostegno di Roggero
La richiesta di grazia per Mario Roggero è stata sostenuta anche attraverso iniziative politiche locali. Nel Consiglio Comunale di Castelfiorentino del 27 luglio, il gruppo consiliare della Lega ha annunciato la presentazione di una mozione a sostegno della richiesta rivolta al capo dello Stato. Stefano Burgassi, Angelo Fiore e Susi Giglioli hanno spiegato che si tratta di un’iniziativa promossa dalla Lega in numerosi Consigli Comunali d’Italia e hanno collegato la proposta al percorso umano di un lavoratore che, dopo aver subito rapine e minacce nel luogo di lavoro, avrebbe vissuto una situazione di paura per la propria vita e quella dei familiari.
La mozione annunciata a Castelfiorentino punta a portare all’attenzione dell’assemblea una riflessione sulla vicenda di Mario Roggero, senza modificare il percorso giudiziario già concluso con la sentenza. La posizione espressa dai rappresentanti della Lega richiama le esperienze vissute dal gioielliere prima del fatto per cui è stato condannato e la richiesta di un intervento di clemenza. Nel frattempo, la condanna resta in esecuzione e parallelamente continua il confronto sui risarcimenti dovuti ai familiari delle vittime.
I risarcimenti e la permanenza in carcere
Oltre alla richiesta di grazia, uno degli aspetti emersi riguarda il recupero delle somme riconosciute dai giudici come provvisionali ai familiari dei due rapinatori uccisi e dell’uomo rimasto ferito. I legali delle parti interessate hanno comunicato di essere pronti a procedere con i pignoramenti per ottenere quanto stabilito. La vicenda di Mario Roggero si sviluppa quindi su due piani distinti: da una parte l’esecuzione della pena detentiva, dall’altra le conseguenze economiche previste dalla decisione giudiziaria.
Durante la prima settimana nel carcere di Bollate, Mario Roggero è stato anche avvicinato da Massimo Bossetti, il muratore condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio, che gli avrebbe offerto aiuto per ambientarsi nel penitenziario. Per il gioielliere potrebbe inoltre esserci la possibilità di svolgere un’attività lavorativa come contabile all’interno della struttura. La permanenza nel carcere milanese prosegue quindi mentre restano attive sia la richiesta di grazia sia le iniziative per il recupero dei risarcimenti.
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