Mario Roggero, la grazia non ferma i risarcimenti ai familiari dei rapinatori

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mario Roggero è entrato nel carcere di Bollate il 17 luglio, mentre resta aperta la questione dei risarcimenti riconosciuti ai familiari dei due rapinatori uccisi e dell’uomo rimasto ferito. La richiesta di grazia presentata dalla moglie Mariangela Sandrone al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella punta a ottenere “un atto di clemenza e di umanità” per consentire al gioielliere di trascorrere gli ultimi anni della sua vita insieme alla famiglia, ma non modifica le somme stabilite dai giudici nelle precedenti decisioni.

Nelle stesse ore dell’ingresso di Mario Roggero nel penitenziario milanese, i legali delle parti coinvolte hanno annunciato di essere pronti ad avviare le procedure di pignoramento per recuperare le provvisionali riconosciute. Il tema dei risarcimenti rimane quindi distinto dalla domanda di grazia, che riguarda invece la pena detentiva inflitta al gioielliere. Roggero sta scontando una condanna a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio volontario di due persone che avevano rapinato la sua gioielleria di Grinzane Cavour.

La richiesta di grazia e l’attesa per il Tribunale di Sorveglianza

Il prossimo appuntamento fissato per Mario Roggero è il 16 settembre, quando il Tribunale di Sorveglianza di Milano discuterà la richiesta di differimento della pena presentata dalla difesa. L’obiettivo dei legali è ottenere la sospensione della detenzione in attesa della decisione del Presidente della Repubblica sulla domanda di grazia avanzata dalla moglie del gioielliere. Fino a quel momento Roggero resterà nel carcere di Bollate, dove ha iniziato il percorso di detenzione.

La permanenza nel carcere milanese ha portato anche ai primi contatti con altri detenuti. Secondo quanto riportato, Mario Roggero sarebbe stato avvicinato da Massimo Bossetti, il muratore condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio, che gli avrebbe offerto consigli per ambientarsi nella struttura penitenziaria. Per il gioielliere, inoltre, potrebbe esserci la possibilità di svolgere un’attività lavorativa come contabile all’interno del carcere.

La raccolta firme a sostegno della richiesta di clemenza

Intanto prosegue la mobilitazione a favore della richiesta di grazia per Mario Roggero. Vittorio Galati, referente del comitato Vt-1039 di Futuro Nazionale, ha organizzato due appuntamenti per la raccolta firme: il primo venerdì 24 luglio a Soriano nel Cimino e il secondo sabato 25 luglio a Viterbo davanti alla sede di Futuro Nazionale in piazza della Rocca, 21, presso la Caserma Giulioli.

Secondo quanto dichiarato nell’iniziativa, il caso di Mario Roggero ha sollevato tra i sostenitori della raccolta firme una riflessione sul ruolo del cittadino che subisce un’aggressione o una rapina nel luogo in cui lavora, davanti alla propria famiglia. La richiesta di grazia continua quindi il suo percorso pubblico mentre restano in corso gli aspetti giudiziari legati alla condanna e ai risarcimenti stabiliti per i familiari delle persone coinvolte.

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