"Salvata nel mio ultimo giorno", Eirini e il trapianto di fegato in superurgenza alle Molinette
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Redazione Interno
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Quando è arrivata all'ospedale Molinette di Torino, Eirini non era cosciente. Respirava grazie alla ventilazione meccanica e le sue ore di vita sembravano ormai contate. Una grave insufficienza epatica, degenerata rapidamente in insufficienza multiorgano, l'aveva portata a un passo dalla morte. Per la giovane, nata nel 1998, di origine greca e studentessa nei Paesi Bassi, si è aperta così una corsa contro il tempo, conclusa con un trapianto di fegato in superurgenza reso possibile dalla collaborazione tra Italia e Grecia e dalla risposta immediata del centro trapianti torinese.
Il morbo di Wilson e l'insufficienza fulminante
Eirini è affetta dal morbo di Wilson, una rara malattia genetica caratterizzata dall'accumulo di rame a livello epatico. Si tratta di una condizione che può restare silente per anni e manifestarsi improvvisamente con un quadro di insufficienza epatica acuta. È quanto accaduto alla ragazza mentre si trovava in Grecia: la malattia ha avuto un'evoluzione fulminante, compromettendo rapidamente le funzioni vitali. Ricoverata all'Hippokration General Hospital di Atene, le sue condizioni sono precipitate fino all'insufficienza multiorgano.
Il protocollo Italia-Grecia e il trasporto d'urgenza
Ricevuta la richiesta di aiuto urgente dalla Grecia, il Centro Nazionale Trapianti di Roma ha immediatamente attivato il protocollo di collaborazione Italia-Grecia per i trapianti d'organo. Il professor Renato Romagnoli, direttore del Centro Trapianto Fegato di Torino, ha subito dato la propria disponibilità ad accogliere la paziente. Il Centro Regionale Trapianti del Piemonte ha organizzato il trasferimento in tempo record: Eirini è arrivata in aereo medicalizzato all'aeroporto di Caselle, per essere poi trasportata alle Molinette in condizioni critiche, incosciente e intubata.
Dodici ore per entrare in sala operatoria
Dopo una rapida valutazione da parte della dottoressa Silvia Martini, direttrice della Terapia Intensiva Epatologica, la giovane è stata inserita in pochi minuti nella lista d'attesa nazionale per un trapianto di fegato in regime di superurgenza. In attesa dell'organo, è stata mantenuta in vita grazie alle terapie di supporto vitale prestate nella Rianimazione Centrale e alla plasmaferesi attivata d'urgenza dalla Banca del Sangue, necessaria per rimuovere le ingenti quantità di rame circolante rilasciate dalla necrosi del fegato e rallentare l'evoluzione letale del quadro clinico.
L'intervento e il lungo recupero
Resosi disponibile in poche ore un organo compatibile da donatore deceduto in una regione vicina, dopo sole dodici ore dal suo arrivo a Torino Eirini è entrata in sala operatoria. L'intervento, durato circa dieci ore, è stato il numero 4.470 della serie torinese.
In ragione delle gravissime condizioni della paziente, il decorso post-trapianto è stato complesso: sono stati necessari tre mesi di degenza per trattare con successo le varie complicanze medico-chirurgiche, grazie a un'assistenza multidisciplinare che ha coinvolto chirurgia dei trapianti, anestesia, rianimazione, epatologia, nefrologia, infettivologia e radiologia. La ragazza è stata dimessa ed è adesso in pieno recupero psicofisico, con previsione di rientro in patria in tempi brevi. "Mi avete salvata nel mio ultimo giorno di vita", ha detto ringraziando il team medico.
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