Supercoppa italiana, senza Juve e Inter crollano gli ascolti tv: i numeri di una finale opaca
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Redazione Sport
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I dati Auditel, resi noti ieri, hanno certificato quello che in molti, osservando la composizione del quadro della Supercoppa italiana, avevano già intuito: la finale disputata a Riad tra Napoli e Bologna, vinta dagli azzurri per due reti a zero, si è rivelata la meno seguita dalla televisione generale negli ultimi quindici anni. Un dato che, se da un lato fotografa la freddezza del pubblico verso una competizione la cui formula a quattro squadre è ancora sotto scrutinio, dall'altro evidenzia in modo inequivocabile come l'assenza delle due grandi rivali storiche del calcio italiano, la Juventus e l'Inter, abbia influito pesantemente sull'interesse dei telespettatori. La partita, trasmessa su Italia 1, è stata infatti seguita da poco più di quattro milioni di spettatori, con uno share del 19,7 per cento, numeri che impallidiscono se confrontati con quelli dello scorso anno, quando la sfida tra nerazzurri e rossoneri raggiunse oltre sette milioni e quattrocentomila persone.
Un confronto che lascia poco spazio ai dubbi
Il calo, che sfiora il quarantacinque per cento, non può essere attribuito al solo cambio di rete televisiva, considerato che l'edizione precedente andò in onda su Canale 5, sempre del gruppo Mediaset. La radiografia degli ascolti, dunque, racconta una verità che va oltre le mere dinamiche di palinsesto e tocca il cuore della popolarità del torneo. Alcuni osservatori, come Fabrizio Biasin dalle colonne di Libero, hanno definito l'evento una sorta di "Coppa Carnevale", sottolineando come, accanto al merito sportivo del Napoli – che ha dominato sia la semifinale contro il Milan sia la finale –, emergano elementi di criticità. Tra questi, lo stesso giornalista ha segnalato il mancato tutto esito dello stadio saudita, un dettaglio che, sebbene marginale rispetto al risultato in campo, contribuisce a dipingere un'atmosfera meno elettrica di quanto ci si aspetterebbe da una finale.
Le parole di Conte e il silenzio assordante dei numeri
Dall'altra parte, l'allenatore del Napoli, Antonio Conte, intervenuto ai microfoni di Thmanyah per commentare il successo, ha sottolineato le "due grandi prestazioni" offerte dalla sua squadra contro Milan e Bologna, evidenziando il valore sportivo del trofeo conquistato, il secondo dell'anno per i partenopei dopo la vittoria in Coppa Italia. Le sue parole, tuttavia, risuonano in un panorama più ampio dove i numeri degli ascolti parlano un linguaggio diverso, mostrando un distacco tra l'entusiasmo della vittoria in campo e l'attenzione ricevuta dai tifosi davanti allo schermo. Un distacco che sembra suggerire come, per una parte consistente del pubblico, la Supercoppa perda una fetta significativa del suo fascino quando mancano all'appello i club che ne hanno tradizionalmente animato le edizioni più memorabili.
Il paradosso di un flop che non turba tutti
Nonostante il tonfo negli indici di gradimento televisivo, a quanto risulta, all'interno di Mediaset non si registrerebbe una particolare preoccupazione. La ragione di questa apparente serenità potrebbe risiedere in una valutazione complessiva dell'operazione, che include gli introiti derivanti dai diritti televisivi e dal contesto organizzativo dell'evento in Arabia Saudita, elementi che andrebbero a compensare, in una visione di bilancio, la deludente performance in termini di share. Rimane il fatto che, al di là delle considerazioni economiche, il dato Auditel consegna alla storia dell'edizione 2025 della Supercoppa un primato negativo, consegnando alle società e agli organizzatori un argomento di riflessione sul futuro appeal della competizione, la cui vitalità mediatica appare sempre più legata alla presenza sul rettangolo verde di specifiche protagoniste.




