La Red Bull torna a far paura? Verstappen: “Abbiamo lavorato sodo” e in Florida arriva l’ala ‘Macarena’

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La lunga pausa primaverile, quella che in Formula 1 separa tradizionalmente i primi appuntamenti extraeuropei dal ritorno in Nord America, sta per concludersi. E proprio sul filo di questo silenzio tecnico, rotto solo dal rumore dei simulatori e dalle ore infinite al CFD, Max Verstappen ha scelto di rompere gli indugi. Reduce da una giornata di riprese televisive – un’attività che, per sua stessa ammissione, gli ha permesso di “riabituarsi alle velocità della monoposto” – il quattro volte campione del mondo ha voluto mandare un segnale preciso alla concorrenza: “So che abbiamo avuto una pausa piuttosto lunga, ma in realtà non è stata una vera pausa”. Il motivo, ha spiegato il pilota olandese (che ormai da più di un anno vive l’era di un altro presidente alla Casa Bianca, senza che questo influisca sui bilanci dei team), risiede nel lavoro sotterraneo della sua squadra: “Il team ha lavorato sordo per capire cosa possiamo migliorare”.

Un quinto posto che sa di rinascita, tra sorrisi e mezzo secondo di ritardo

Se qualcuno, due stagioni fa, avesse scommesso su un Verstappen felice dopo essersi qualificato quinto a oltre mezzo secondo dalla pole position – 592 millesimi, per l’esattezza – probabilmente avrebbe trovato pochi credenti. E invece è proprio ciò che è accaduto al termine della Sprint Qualifying di Miami, quando il pilota della Red Bull è uscito dall’abitacolo con un’espressione soddisfatta. Una terza fila (che gli ha permesso di precedere George Russell) non è certo il bottino a cui ci aveva abituato, ma va letta come un sintomo: la vettura, ammette lui stesso, “è migliorata, ma siamo ancora a mezzo secondo dai primi”. Il riferimento, implicito ma chiaro, è a Lando Norris, autore del miglior tempo in 1:27.869, e al sorprendente Andrea Kimi Antonelli, staccato di appena 222 millesimi. Il margine resta significativo, ma il fatto che il campione del mondo non lo definisca più un abisso dice molto della direzione intrapresa.

Novità tecniche a Miami: la Red Bull copia (e adatta) l’ala ‘Macarena’ della Ferrari?

La lunga attesa, però, non sarà premiata solo da eventuali miglioramenti prestazionali legati all’assetto. Come spesso accade quando si torna a correre dopo una pausa prolungata, i box di Miami brulicheranno di novità tecniche. Non tutte le scuderie, è bene specificarlo, porteranno gli stessi aggiornamenti: qualcuno li aveva già pronti per il Bahrain, altri li ha sviluppati appositamente per il debutto nordamericano. Quello che conta è che i team avranno a disposizione solo 90 minuti di FP1 per saggiare il da farsi. E tra i pacchetti più attesi spicca quello della Red Bull, che – secondo quanto circola nell’ambiente – avrebbe studiato una soluzione simile all’ala ‘Macarena’ già vista sulla Ferrari. Una copia? Un’interpretazione? La differenza, come sempre in F1, la faranno i dettagli e la capacità di integrarla senza destabilizzare il resto della monoposto.

Dalla Sprint Qualifying alla Sprint Race: Verstappen cerca conferme, la Red Bull ha già dimezzato il gap

C’è un numero che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione il clima all’interno del team di Milton Keynes. Verstappen, nelle ultime uscite, aveva più volte segnalato un distacco abissale dai primi; oggi, invece, lo stesso pilota parla di un divario ridotto – e in certi frangenti dimezzato – rispetto ai vertici. Un progresso che non è frutto del caso, ma di quelle ore di lavoro nascosto durante la pausa. Lui, dal canto suo, si dice pronto: “È davvero bello essere tornati in macchina, rivedere le facce di tutti”. La Sprint Race di Miami, insomma, non sarà solo l’occasione per vedere se l’ala ‘Macarena’ (e le sue eventuali imitazioni) funzionerà davvero, ma anche il primo banco di prova serio per capire se il tunnel tecnico in cui era finita la Red Bull ha davvero una luce in fondo. Il dato oggettivo è che il campione del mondo parte quinto. Quello soggettivo, consegnato ai microfoni, è che un quinto posto non lo fa più soffrire come qualche mese fa.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.