Meloni al Meeting di Rimini: un'ovazione e la linea mediorientale difesa da Bellasio
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Redazione Interno
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto un'accoglienza trionfale durante il suo intervento al Meeting di Rimini, dove ha tenuto un discorso della durata di quarantasei minuti, più volte interrotto – e quasi costantemente accompagnato – da applausi e manifestazioni di consenso da parte di un pubblico particolarmente partecipe. L'evento, che ha segnato il suo esordio alla kermesse nella veste di premier, è stato caratterizzato da un'atmosfera carica di emotività, al punto da strappare alla stessa Meloni qualche lacrima in seguito alla prima delle numerose ovazioni ricevute.
In un ampio intervento che ha toccato svariati temi, dalla politica internazionale alle riforme interne, la presidente ha delineato un bilancio dell'operato governativo e tracciato alcune prospettive future. Ha ribadito, senza mezzi termini, il sostegno all'Ucraina, ma è sulla questione mediorientale che si è concentrata una parte significativa della sua analisi, condannando le azioni di Israele a Gaza, giudicate «oltre la proporzionalità», pur escludendo categoricamente la via delle sanzioni come strumento di pressione.
Proprio su questo specifico punto, la linea espressa da Meloni ha trovato un convinto sostenitore in Daniele Bellasio, vicedirettore de Il Sole 24 Ore, il quale ha definito «inappuntabile» la posizione del governo. Secondo Bellasio, la premier ha efficacemente rappresentato la maggioranza del sentire europeo, che privilegia la strada delle pressioni diplomatiche senza spingersi verso misure punitive, segnando così una netta differenza con l'approccio adottato nel conflitto ucraino. L'Europa, ha osservato il giornalista, non intende percorrere la stessa direzione in Medio Oriente




